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«Scongiurare il taglio di altri frutteti» Summit regionale

«Scongiurare il taglio di altri frutteti» Summit regionale

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Scongiurare il taglio di altri frutteti - in Emilia-Romagna gli ettari in produzione sono all’incirca 48.000 ma nel 1994 erano quasi 100.000; finanziare il reimpianto di colture arboree puntando a nuovi portainnesti e aprendo così la via alla coltivazione di varietà più adatte alle attuali condizioni pedoclimatiche, con un occhio di riguardo anche per quelle maggiormente apprezzate dal consumatore. Riformare il sistema delle coperture assicurative contro i danni da calamità naturali introducendo una sorta di assicurazione catastrofale obbligatoria per tutti, che consentirebbe fra l’altro di ridurre di molto il costo delle polizze grazie all’ampliamento della platea dei sottoscriventi. Sono alcune delle richieste sottoposte all’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, durante il vertice organizzato, a Bologna, nella nuova sede di Confagricoltura Emilia Romagna.

Sul tavolo le azioni da mettere in campo fin da subito per salvare il comparto alle prese con tre anni di mancata produzione dovuta a problematiche fitosanitarie e atmosferica e un gap sempre più ampio tra costi e ricavi (in media un chilo di pere viene pagato all’agricoltore 45 centesimi quando per produrlo ne sono già stati spesi 65); per invertire la rotta e contrastare le drammatiche conseguenze economiche e occupazionali lungo tutta la filiera come pure l’impatto sul tessuto sociale del territorio.

Marcello Bonvicini, presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, elenca gli interventi urgenti e inderogabili, «far fronte nell’immediato alle esigenze di liquidità delle imprese; prevedere una moratoria sui mutui attivati per gli investimenti aziendali ma anche l’erogazione dei fondi già stanziati per i danni da cimice, maculatura bruna e gelate subiti dalle aziende agricole nel 2020. Occorre – continua il presidente dell’organizzazione agricola che in regione conta 12.000 aziende associate – utilizzare bene le risorse del PSR integrandole, se possibile, con quelle messe a disposizione dall’OCM ortofrutta; sostenere la promozione e valorizzazione dei prodotti IGP anche attraverso i canali di finanziamento comunitari quali il programma Agrip; dare applicazione al piano di rilancio frutticolo condiviso lo scorso anno tra Regione e rappresentanze». —

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