Viale Carducci sarà riqualificato «Basta pasticci su un piano assurdo»
LIDO ESTENSI. Il viale Carducci di Lido Estensi verrà completamente rifatto. E inevitabilmente ci saranno grossi cambiamenti. Fin dal primo momento l’attenzione si è concentrata soprattutto sugli alberi, i grandi pini marittimi che a dire il vero fanno discutere su tutto il litorale perché con le loro radici che restano in superficie non sono di facile gestione. Questa volta a intervenire è Valter Zago, coordinatore Circolo del Delta di Sinistra Italiana.
la posizione
Zago parte da coloro che gridano «giù le mani dai pini di Viale Carducci. Abbatterli sarebbe uno scempio uno snaturamento del “salotto buono” dei Lidi di Comacchio. Così intimamente incastonato nel verde della pineta». Ma lui, cosa ne pensa? «Questo è il messaggio forte e chiaro che sabato scorso il Consorzio volontario turistico del Lido degli Estensi, il Coordinamento delle associazioni Ambientaliste (CCSCA) e Proseca (Proprietari seconde case) hanno rivolto al sindaco di Comacchio, incontrandolo emblematicamente proprio all’Hotel Pineta». Il sindaco Pierluigi Negri, a sua volta, si è limitato a riferire l’impossibilità di salvare i pini, a causa dello stadio approvativo maturato dal progetto di restyling di viale Carducci, durante la passata consiliatura. Che non ne consente più modifiche parziali. «Paradossalmente è meglio così sembra non avere dubbi l’ex presidente del Parco del Delta -, perché non si corre il rischio di pasticciati raffazzonamenti ad un progetto assurdo. Per responsabilità esclusiva di chi lo ha commissionato: la precedente giunta municipale».
Per Zago «non si tratta infatti di una riqualificazione. Ma del suo perverso contrario: l’azzeramento della pedonalizzazione di Viale Carducci. Ispirata a suo tempo al vincente e più che elogiato viale Ceccarini di Riccione. Il voler insistere nel suo deprezzamento determinerebbe innanzitutto – questo sì – un folle danno erariale. Da fugare subito, affossando definitivamente l’ignobile progetto. Per non scialare colpevolmente denaro pubblico comunale e regionale. Che serve a ben altro». —
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