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il processo 

I detenuti accusano due ispettori del carcere

I detenuti accusano due ispettori del carcere

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I detenuti venivano istigati a commettere danni nelle celle, per essere trasferiti. E quando gli veniva chiesto di diventare informatori, al loro rifiuto, venivano picchiati da agenti di Polizia penitenziaria. Che così facendo avevano abusato di mezzi di coercizione, il tutto con l’aggravante dell’odio razziale: però queste sono le accuse rivolte a due ispettori storici del carcere di Ferrara, Roberto Tronca e Geremia Casullo. Accuse che dovranno essere dimostrate contro le quali ieri i due ispettori, esperti e con 30 anni di servizio alle spalle – e che mai fino ad ora erano mai stati denunciati –, hanno ribadito la totale estraneità. Ribaltando le accuse, che arrivano da detenuti spesso fuori controllo, spesso ai limiti della credibilità. Ma le denunce dei detenuti sono state inoltrate dalla dirigenza del carcere alla procura. E così questi fatti dal 2016 e 2016, diventati un processo, stanno chiamando in tribunale i vertici del carcere. Dopo la comandante della Polizia Isabella Gadaleta, ieri in aula l’ex direttore Paolo Malato. Con un detenuto che ha raccontato di aver paura per possibili ritorsioni dagli agenti dopo. Mentre la difesa dei due ispettori ha ricordato di aver prodotto, contro il detenuto, 50 pagine di relazioni sui trasferimenti nei carceri di mezza Italia decisi per i problemi che ha causato con agenti e negli istituti dove si trovava. –

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