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la tragedia di via marconi 

Il nipote accusato di omicidio Sfilano in aula i primi testimoni

Daniele Predieri
Il nipote accusato di omicidio Sfilano in aula i primi testimoni

Pier Paolo Alessio uccise la nonna Maria Luisa Silvestri picchiandola sull’auto La Corte stila il calendario e seleziona i testi: anche il nonno che lo sta aiutando

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La prima telefonata arrivò al 113, da automobilisti di passaggio, nella serata di 2 anni fa del 20 novembre: «Qui in via del Lavoro c’è una ragazzo che sta colpendo a terra con calci una anziana». Erano nipote e nonna, vicino alla Lancia Y che da quel punto, dopo la rotonda nei pressi dell’ex Eridania, riprese la marcia, si fermò più volte per bloccarsi al primo semaforo di via Marconi, davanti al Bingo, con dentro Maria Luisa Silvestri, 71 anni in fin di vita e il nipote Pier Paolo Alessio, di 24 anni, che tentava di scappare.

in via Marconi

venne bloccato da un carabiniere fuori servizio, allertato dalla fidanzata testimone delle scena delle botte, e poi da altri. Tutti si dovranno presentare alla prossima udienza del 1 giugno, per rivedere alla moviola cosa successe quella domenica sera di due anni, quando il nipote uccise per le botte la nonna di 71 anni. Che morì, come accertato dalle indagini, però, di infarto e le botte furono una concausa: per questo il nipote è accusato di omicidio volontario per “dolo eventuale”: sapeva che la nonna aveva patologia cardiache e la colpì brutalmente innescando la sua morte. Di questo dovrà difendersi il ragazzo che sedeva ieri mattina in aula davanti alla Corte d’assise (giudici Tassoni e Lepore, più 6 giudici popolari più i due supplenti, 5 donne e tre uomini) e la pm Barbara Cavallo che ha chiesto il processo per il nipote. I giudici ieri mattina dopo aver selezionato prove e lista testimoni (ridotti a 15) hanno stilato il calendario, mentre – particolare importante – il difensore del ragazzo, Pasquale Longobucco, ha chiesto ai giudici di autorizzarlo a poter lavorare nella pizzeria della madre, che si trova a San Martino, al piano terra della casa dove lui si trova agli arresti domiciliari. I giudici decideranno a breve, e la stessa pm Cavallo ha dato il suo assenso, sottolineando che questo lavoro part-time potrebbe essere assolutamente positivo per il ragazzo. Alla prossima udienza il processo entrerà nel vivo anche con la testimonianza della madre e del nonno del ragazzo.

Il nonno lo aiuta

Il nonno stesso che non si è girato dall’altra parte ma, pur dopo la morte della moglie uccisa dal ragazzo, ha scelto di aiutare questo nipote difficile che – inutile nasconderlo – almeno formalmente rischia l’ergastolo. L’avvocato Longobucco intende dimostrare che la morte fu senza intenzione (omicidio preterintenzionale) e soprattutto frutto di uno stato psichico del ragazzo fuori controllo: doveva curarsi non lo aveva mai fatto. Lo sta facendo ora con lo psichiatra che ha accertato la sua condizione border-line psichiatrica che potrebbe essere una attenuante nel processo in corso. La prossima udienza il 1 giugno, poi secondo il calendario stilato dai giudici, si andrà al 17 e quindi al 30 giugno. –

Daniele Predieri

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