Interventi programmati: Cona accelera la ripresa
Altri 33 posti riconvertiti in letti free, ma medicina interna e oncologia sono sature Bardasi: «Al momento siamo al 71 per cento delle operazioni complessive»
Mentre il Covid allenta il suo assedio, la sanità free - non meno provata dalle conseguenze della pandemia - comincia a riguadagnare i suoi spazi, in termini sia di posti letto che di prestazioni. Negli ospedali territoriali Covid (Delta e Cento), dove su 102 posti Covid complessivi ne è occupata circa la metà (55), e su 289 letti non Covid ci sono 236 ricoverati con una capacità residua di 53 letti, «c’è una ripresa delle attività programmate, ma procediamo con cautela aspettando che si consolidi l’andamento calante della pandemia», ha detto la direttrice generale Asl Monica Calamai.
Nella stessa direzione sta procedendo l’azienda ospedaliero-universitaria. All’ospedale di Cona, ha ricordato la direttrice generale Paola Bardasi, durante l’emergenza sanitaria la percentuale di occupazione dei reparti free, a cominciare dal settore internistico, è sempre stata oltre la massima capienza, e lo è tuttora nonostante nelle ultime settimane si sia proceduto a una graduale e costante riconversione di posti: con la chiusura della Medicina Covid 2 e la riduzione della Terapia intensiva Covid da 28 a 19 posti, sono stati restituiti infatti altri 33 letti alla sanità free. In questo modo i letti Covid al Sant’Anna sono stati ridotti a 83 rispetto a 162 del 25 marzo (più altri otto nel reparto materno infantile) di cui 33 occupati (8 in Terapia Intensiva) pari al 40 per cento. Ma se la pressione nei reparti Covid si allenta, quella sulla sanità free non è mai venuta meno. Al momento l’occupazione della Medicina interna, al netto dei posti da poco riconvertiti, è del 106,6 per cento, così come supera di poco il 100 per cento anche quella dell’oncologia.
La riconversione, in ogni caso, ha sottolineato Bardasi, «ha consentito un aumento delle sedute operatorie programmate: alcune settimane fa eravamo al 65 per cento rispetto all’attività complessiva, in questi giorni la quota è salita al 71 per cento. Continuiamo a lavorare sulla chirurgia generale e per rispettare i tempi degli interventi sulle neoplasie, mentre l’attività ambulatoriale come sappiamo non si è mai interrotta ».
A supporto della sanità pubblica sono intervenute in questi mesi le strutture convenzionate per il ricovero di pazienti acuti non Covid. Al momento alla Salus si contano 12 ricoverati, mentre alla Quisisana ci sono 27 degenti. Significativo anche il contributo nello svolgimento di interventi chirurgici non complessi, che sono stati 402 alla Salus e 253 alla Quisisana. Alla rete che in questi mesi ha operato in sinergia con le aziende sanitarie hanno concorso poi la Cra Covid, che al momento accoglie 9 ospiti su 29 posti, e dalla quale a partire da novembre sono stati dimessi 159 pazienti, con una degenza media di 21 giorni. Svuotato per un breve periodo, l’hotel Covid Astra (36 posti) ora sta invece ospitando 5 convalescenze.—
Alessandra Mura
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