L’antico organo torna a suonare Note di emozione per il paese
Lo strumento è sopravvissuto miracolosamente alle scosse del terremoto Don Roberto: «Coinvolta tutta la comunità». L’inaugurazione il 12 giugno
burana. Le note dell’antico organo del 1726 riempiranno di nuovo i locali della chiesa di Burana. La cerimonia inaugurale legata al completo recupero sarà uno di quei momenti da lasciare impressi nelle pagine di storia. L’antico organo è sopravvissuto miracolosamente alle scosse sismiche del 2012, quindi si è fatta strada l’idea di procedere a un suo completo restauro.
la scelta
Il parroco don Roberto Sibani non nasconde gli sforzi avviati con numerose iniziative che hanno visto partecipare attivamente le famiglie, «coinvolgendo l’intera comunità». La scelta è stata quella di affidarsi ad un professionista di fama, come il professor Paolo Tollari, che è il massimo esperto sulla materia. «Ci siamo affidati a lui – dice don Sibani – nella speranza di poter ottenere il risultato ora visibile a tutti, grazie anche al contributo della Cei, delle persone di Burana e alla bontà del Signore».
Il dettaglio dei lavori eseguiti è affidato al restauratore: «Nella Diocesi di Ferrara-Comacchio – spiega – ci sono decine di organi storici. Quello di Burana è uno dei più antichi e preziosi. Abbiamo potuto constatare con certezza la paternità di Domenico Traeri, costruttore di organi di pregio, come quello della cattedrale di Bologna. Parlare di Domenico Traeri è come citare “il Guercino” nella pittura. Per Burana è come avere una sua tela o un calice d’oro cesellato».
la storia
Traeri fu progettista ed architetto delle casse, disegnatore degli intagli ed esecutore materiale degli stessi. «I suoi strumenti sono tutti capolavori – non esita a dire Tollari –. Alcuni degli organi di Traeri sono finiti in qualche museo. Quello eseguito a Burana è stato uno dei primissimi restauri filologici, eseguito consultando vari archivi parrocchiali».
La cura e la supervisione della Soprintendenza hanno consentito infatti di restaurare l’insieme, compresa la cantoria, la colorazione marmorizzata originale, celata da vari interventi successivi. «Abbiamo recuperato l’aspetto esterno ed il sistema a pulegge e corde. Lo strumento a canne – continua Tollari – coinvolge una serie di elementi. La chiesa stessa è parte della risonanza dell’organo e della bellezza del suo suono».
La comunità tornerà ad ascoltare il suono dell’organo il 12 giugno, con l’inaugurazione ufficiale della chiesa di San Giacomo Maggiore, alla presenza dell’arcivescovo Gian Carlo Perego. Ma soprattutto il 13 giugno, con la rievocazione a cura di Paolo Garbini e Maria Cristina Osti. —
Mirco Peccenini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
