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L'associazione "Piazza Verdi": Balboni non protegge nè ambiente nè cittadini

L'associazione "Piazza Verdi": Balboni non protegge nè ambiente nè cittadini

L'assessore: l'esito del procedimento noto solo dal 5 maggio, qualcuno vuol fare processi alle intenzioni. Il sodalizio accusa anche l'assessore Gulinelli sui disegni di Ghedini: i disegni sottratti alla città, il Comune non risolve i nodi legati al ruolo di Sgarbi. Sardine all'attacco sul termovalorizzatore: Balboni impreparato, si dimetta

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FERRARA. Ambiente e cultura finiscono nel mirino dell’associazione “Piazza Verdi”. «L’assessore Balboni, dopo aver accuratamente celato per mesi alla cittadinanza la discussione in corso in Conferenza dei Servizi sulla richiesta di Hera di aumentare in modo significativo la quantità di rifiuti da incenerire, nonostante l’assenza di una tale esigenza a livello territoriale, si è prodotto in fantasiose giravolte e imbarazzanti salti mortali nel tentativo di evitare la protesta dei cittadini – scrive il sodalizio – Alla richiesta di Hera il Comune di Ferrara ha dato parere ufficiale favorevole, proprio per questo non ha potuto ricorrere al Tar, e l’annuncio, oltre tutto tardivo, di un ricorso al Presidente della Repubblica è in questo quadro, francamente, ridicolo. Balboni ha dimostrato di non essere in grado di proteggere né l’ambiente né la cittadinanza e di avere idee molto personali sul concetto di “trasparenza». L’associazione ribadisce che ora la Regione deve fermare «il progetto di Hera: con un’alta percentuale di raccolta differenziata è sufficiente far funzionare una sola linea dell’inceneritore, in previsione di una totale dismissione dell’impianto».

Anche l’assessore comunale all’Ambiente interviene sulla questione trasparenza. «L’esito della procedura che ha portato al rilascio dell’autorizzazione, con l’esito favorevole alla richiesta di Hera, è del 5 maggio scorso – precisa Balboni – Non c’è stata volontà di nascondere un’informazione ai cittadini, volevamo rendere pubblica la posizione dell’amministrazione assieme alle azioni immediatamente avviate dal Comune contro questa decisione. Qualcuno vuol fare un processo alle intenzioni».

Contro Balboni anche le "6000 sardine Ferrara". «Adesso la giunta Fabbri vuole farci credere che sia meglio monetizzare “il danno” subito, piuttosto che battersi per la riduzione delle tonnellate da bruciare. Per questo chiediamo le dimissioni dell’assessore all’ambiente Alessandro Balboni, e a seguito della pubblicazione dei verbali della Conferenza dei servizi con Hera, datati 8 aprile, nei quali risulta inequivocabilmente il suo parere favorevole. Lo stesso Balboni che ieri, sebbene fossimo lì a sostenere dalla platea gli interventi delle singole associazioni, ci ha attaccato direttamente per distogliere l’attenzione dal problema reale», scrive l'associazione, presente l'altro ieri alla manifestazione anti-inceneritore in piazza Castello. L'assessore, prosegue la nota, «si è gettato come un corvo sul microfono, strappandolo al portavoce della Rete che aveva appena annunciato la conclusione e cominciando a blaterare in difesa del suo operato di cui nessuno gli aveva chiesto conto. Balboni è stato chiaramente lasciato solo dalla corazzata comunicativa leghista con la patata bollente in mano. Patata che non è stato in grado di gestire per impreparazione».

“Piazza Verdi” non risparmia critiche neanche all’assessore alla Cultura, Gulinelli. «Prima ha raccolto da alcune prestigiose associazioni ferraresi l’informazione della ricomparsa in una bottega antiquaria di Milano di quei trentun disegni del pittore del Settecento Ghedini, donati dall’artista alla Biblioteca della Pontificia Università di Ferrara, ma scomparsi dalla Biblioteca Ariostea non si sa quando – afferma l’associazione – poi ha preso impegni per l’acquisto degli stessi, affinché tornassero a far parte del patrimonio della città; infine, dopo lunghi silenzi e sollecitazioni, ha informato le associazioni di aver avuto la brillante idea di farli acquistare ad una Fondazione privata che li avrebbe “donati” al Comune. Di quale Fondazione si trattasse, ovviamente la Cavallini–Sgarbi, è stato lo stesso Vittorio Sgarbi a rivelarlo, chiarendo che i disegni verranno “prestati” al Comune. Altro che “donati”».

In questo caso, tuttavia, la vicenda è ancora più grave del solito, prosegue “Piazza Verdi”, «l’assessore avrebbe potuto e dovuto procedere all’acquisto dei disegni per conto del Comune, e non venga a raccontare che ventimila euro avrebbero messo in difficoltà il bilancio.  Perché non scegliere una fondazione pubblica come Ferrara Arte? In questo modo i disegni sarebbero tornati alla città – conclude il sodalizio –  Se il conflitto d’interessi era evidente da tempo, ora è divenuto intollerabile. Questo episodio mostra non solo l’inadeguatezza della condotta dell’assessore Gulinelli, ma anche che Vittorio Sgarbi non sembra adatto a ricoprire il ruolo di presidente di Ferrara Arte. Il sindaco Fabbri dovrebbe rifletterci».

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