Polizia, blitz in sala Scatta lo stop al Mignon cinema porno abusivo
Controlli attivati dopo segnalazioni di atti sessuali all’interno Ma il locale non aveva le autorizzazioni, titolare denunciato
Il cinema Mignon è chiuso «fino a data da destinarsi», recitano i cartelli affissi all’esterno. Non per volontà dei gestori, ma in seguito al blitz della Polizia amministrativa che ha scoperto che il cinema non era autorizzato ai pubblici spettacoli. Controlli che alla fine hanno portato anche alla denuncia penale del titolare per «apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento». Al momento solo formalità amministrative quelle riscontrate dagli ispettori della Polizia amministrativa, che si erano mossi, invece, dopo aver raccolto segnalazioni – sui social e altro – che all’interno del cinema avvenissero incontri per aver atti sessuali.
Il cinema aperto dalle 14 alle 21, proietta due film a rullo continuo e durante le proiezioni, queste le ipotesi della Polizia, avvengono incontri – “prenotati” via social – tra gli avventori con messaggi hard più che espliciti, ovviamente impubblicabili, almeno sul giornale, ma immaginabili da chiunque. Al momento del blitz – per essere il più completi nell’informazione – proiettavano i film “Passioni sfrenate” e “Voglie di una signora” ed erano presenti 14 persone, perlopiù al 90% uomini over 70 e tra loro qualcuno di mezz’età e anche trentenni che si erano dati appuntamento, non certo per magnificare le lodi delle sceneggiature e della fotografia dei film proiettati.
Niente atti osceni
Gli ispettori hanno risparmiato ai presenti la denuncia di “atti osceni” o altro, in quanto sono entrati per il blitz e hanno subito interrotto la proiezione senza attendere la flagranza dei reati, che – puntualizzazione importante – si commettono compiendo atti sessuali, non in privato, ma in un luogo pubblico destinato allo spettacolo. E così, stando alle informazioni rese note dalla questura, al momento dell’accesso non sono state riscontrate «condotte contrarie alla pubblica decenza», ma tutti i presenti sono stati identificatati e dai controlli è emerso che alcuni di loro non avevano biglietto d’ingresso. Dalle verifiche è emerso che il cinema non poteva proiettare film, perché privo di autorizzazione: nel 2008 l’attività era stata autorizzata con una licenza rilasciata dal Comune di Ferrara ad una donna che risultava essere l’amministratore unico della società che gestiva il cinema. Poi alla sua morte, il figlio aveva chiesto l’intestazione a suo nome, non concessa e scaduta perché privo del certificato prevenzione incendi. Per questioni burocratiche, e la mancanza di documentazione, il Comune aveva ribadito il divieto di esercizio dell’attività di proiezione. Che essendo abusiva ha portato la Polizia a bloccare tutto e chiudere il cinema – «fino a data da destinarsi» – in attesa della regolarizzazione. –
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