Nuovo modello bibliotecario ecco cosa vuole il comitato
Al di là della doverosa sintesi, cosa chiede, ancora più concretamente, il comitato a difesa delle biblioteche? «Innanzitutto – si legge nella loro nota sul caso – la costruzione di un nuovo modello bibliotecario e una nuova offerta culturale. Occorre – spiega Corrado Oddi tra i coordinatori del comitato – pensare a una idea di promozione e di diffusione culturale in cui le biblioteche siano sempre più luogo di incontro tra i cittadini, le associazioni, i soggetti che sono attivi in questo campo, e non semplicemente il punto in cui si effettuano i prestiti del patrimonio librario». Ma si è andati anche oltre, e si va anche oltre, nelle richieste che il comitato pone al Comune di Ferrara: «Per noi – ha detto ancora Oddi – il sistema bibliotecario significa un unico servizio offerto in varie sedi con caratteristiche specifiche legate alla collocazione geografica. Il rapporto con le scuole è vitale – ha ribadito Oddi – almeno fino alle scuole dell’obbligo, come forma di educazione alla lettura, al sapere che sono l’essenza stessa dell’essere uomini e donne». Ecco perché, sempre secondo Oddi e colleghi di comitato, «ogni biblioteca dovrebbe avere, in modo strutturale, personale in grado di gestire incontri con scolaresche, dal nido alle scuole medie. Inoltre occorre mettere in campo – spiega ancora il comitato – una certa flessibilità». Il riferimento, poi spiegato, è alla creazione di laboratori, non necessariamente legati al libro ma in cui si svolgono attività di approfondimento che sono molto importanti sul piano dell’apprendimento da parte dei più giovani. Infine, anche l’organico dei dipendenti comunali a servizio delle biblioteche presenta delle lacune: «Negli anni – ha concluso Oddi – abbiamo assistito a un numero significativo di pensionamenti di personale». –
M. Puli.
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