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IL SEMINARIO NAZIONALE 

La ricerca sementi per la sostenibilità I ferraresi guidano la nuova rivoluzione

La ricerca sementi per la sostenibilità I ferraresi guidano la nuova rivoluzione

Facchini, Brandolini e Vassalli protagonisti nella sede Isea «Solo attraverso l’innovazione si può salvare l’agricoltura»

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Ferrara grande protagonista al recente seminario sul tema “La ricerca sementi uno strumento indispensabile per la sostenibilità e la filiera agroalimentare italiana”, che si è tenuto a San Severino Marche (M). Location dell’incontro, seguito anche via webinar, la sede di Agroservice/Isea, uno dei più importanti centri di ricerca italiana per la creazione e produzione di sementi, in particolare di cereali autunno vernini e di leguminose.

Quello scelto è un territorio storico, dove esattamente 121 anni fa l’agronomo Nazareno Strampelli, precursore della “Rivoluzione verde”, aveva eseguito il primo incrocio fra due varietà di grano, pianta autogama, quindi autoimpollinante, realizzando così il primo ibrido artificiale della storia, suscitando già allora forti reazioni contrarie da parte dei benpensanti. Un evento che consentì di avere un forte incremento nella produzione di grano per ettaro, fino ad allora assolutamente impensabile, passando dai 10 ai 15/20.

Infatti, sino alla fine del 1800, e negli ultimi duemila anni, la produzione di grano per ettaro era rimasta più o meno sempre la stessa, ossia 10 quintali per ettaro. Il risultato ottenuto da Strampelli vent’anni dopo, durante il fascismo con la famosa “Battaglia del Grano”, fu sfruttato e consentì di passare da 44 milioni di quintali agli 80 milioni di produzione nazionale, con quasi la stessa superficie di terreno dedicata.

FERRARA DOCET

Al seminario erano presenti, il dottor Adriano Facchini, moderatore e primo relatore, il professor Vincenzo Brandolini (noto chimico degli alimenti dell’Università di Ferrara) e Raffaele Vassalli. Quest’ultimo, industriale ferrarese della panificazione, oltre a portare come omaggio ai presenti la nostra famosa coppietta del pane (“Il più buono del mondo” per Bacchelli, articolo del 1956 sul Corriere della Sera), ha esibito la sua arte panificatoria, realizzando per l’evento un pane speciale con la farina di grano monococco, il cereale progenitore degli attuali frumenti, che ha contenuto proteico pari a quello della carne.

«Negli anni Sessanta e Settanta - ci dice Facchini - l’Italia era ai primi posti a livello mondiale anche nei vari settori della ricerca (chimica, biotecnologie, vaccini, ecc.), poi tutto, o quasi, è andato perso per mancanza di visione e strategia della politica, mai abbastanza preparata sui discorsi di medio e lungo termine (ambiente, salute, istruzione, demografia, ecc.)». Restano in compenso ancora alcuni centri di ricerca sementi, come quello dell’Isea, «che però a causa di un recente Decreto legge (n.20 del febbraio 2021), votato da tutti i partiti, rischiano di chiudere in pochi anni per mancanza di risorse, indispensabili per far ricerca».

«Fondamentale per le sorti dell’agricoltura - ha sottolineato poi Facchini -, riuscire ad accantonare il “sapere nostalgico” che da anni depista l’opinione pubblica, facendo sembrare buono tutto quello che abbiamo scartato nel passato e tutto cattivo quello che di nuovo ci regala l’innovazione. Con il cambiamento climatico e il conseguente riscaldamento, le produzioni agricole subiranno i maggiori danni, e solo il nuovo miglioramento genetico potrà salvare le produzioni, fornendo varietà più resistenti a siccità, salinità e parassiti, riducendo così l’uso inquinante della chimica di sintesi come ci sta imponendo l’Europa, proprio per fermare il cambiamento climatico».

Sono intervenuti da remoto col loro prezioso contributo i professori Michele Morgante dell’Università di Udine, massimo esperto italiano di miglioramento genetico, e Angelo Frascarelli, economista agrario dell’Università di Perugia e noto opinionista. Presenti anche le principali associazioni di stampa specializzate. —

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