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Ancora due morti: lutti a Cento e Ferrara

I decessi della seconda ondata sono in media emiliana. Addio zona gialla a fine giugno, ma la provincia è già “bianchissima”

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Ci sono altre due vittime sul fronte coronavirus, entrambe donne classe 1938 e 1946 di Cento e di Ferrara, il che porta il totale ferrarese a 883 dall’inizio della pandemia. Il bilancio dei decessi è il dato più pesante di una giornata che fa registrare un numero molto contenuto di positivi, 17, e un solo ricovero a Cona, e s’iscrive in triste continuità con l’andamento della seconda e terza ondata, che ha colpito la nostra provincia in maniera più dura rispetto alle altre emiliane.

primo bilancio

Una riflessione sui numeri della pandemia è possibile farla con il report dell’Osservatorio regionale dell’Ires, a partire proprio dai decessi. Sull’arco dell’intero 2020 il Ferrarese si conferma come il territorio con minore scostamento di morti rispetto alla media dei cinque anni precedenti, “solo” +10,1% contro una media regionale del +22,7% e dati impressionanti come quelli di Piacenza (+48%), Parma (+39,3%) ma anche Rimini (+30,6). Il quadro cambia se si isolano i dati delle ondate successive, in particolare la seconda da ottobre a dicembre scorso: la crescita rispetto alle medie degli anni precedenti sale al 20,8%, che si avvicina alla media regionale del 25,4% e si colloca al quinto posto dopo Ravenna, Rimini, Modena e Bologna. Forse ha inciso la penetrazione nelle case di riposo, che è stata molto più incisiva, mentre pare non aver avuto un ruolo l’università, allora come a marzo a distanza.

L’impatto economico nel 2020 è stato relativamente contenuto, -8,3% del Pil provinciale (solo Modena e Ravenna sono andate meno peggio), ma c’è da temere sul fronte dell’occupazione: a licenziamenti bloccati per legge e uso massiccio di Cig, infatti, l’anno scorso c’è stato un salto tra posti creati e distrutti solo di +118 (il peggiore dopo Rimini e Bologna) e nei primi due mesi del 2021 il trend è confermato con un +28.

bollettino

Non resta che contare in una rapida e duratura normalizzazione della situazione sanitaria, direzione del resto indicata anche dai dati di ieri. Oltre ai 17 positivi (5 a Tresignana), solo Piacenza ne aveva di meno in regione, peraltro su appena 73 tamponi, evolve nella maniera auspicata la situazione ospedaliera: l’indice di occupazione totale dei posti letto Covid a Cona è sceso al 39%, con 9 pazienti gravi più 2 al Delta. Torna a risalire dopo parecchi giorni, ma di una sola unità, il bacino degli attualmente positivi, a causa di un basso numero di guariti di giornata. Calano invece di 28 unità i ferraresi in quarantena.

Le vaccinazioni hanno subìto un rallentamento per la domenica, fermandosi a 2.000 dosi: il totale provinciale è comunque arrivato a quasi 208mila iniezioni.

zona bianca

Il “paradiso” della zona bianca, dove valgono solo le regole base di comportamento (distanziamento, mascherina, aerazione e sanificazione) e restano chiuse al momento solo le discoteche, è comunque ancora piuttosto lontano. La scorsa settimana in regione l’incidenza dei contagi è stata infatti di 56 casi, rispetto ai 77 dei sette giorni precedenti e i 106 del 3.9 maggio. La soglia per entrare in zona bianca è 50 casi ma bisogna tenerla per tre settimane di fila: Ferrara e l’Emilia può insomma sperare non prima di fine giugno. La nostra provincia è comunque quella meglio posizionata, con solo 24 casi. —

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