Grand Hotel Bologna I lavoratori scendono in piazza per gli stipendi
Da quattro mesi i dipendenti attendono i compensi Coinvolti loro malgrado nella vicenda giudiziaria dei Cavicchi
PIEVE DI CENTO. Una situazione difficile, perché gli stipendi non arrivano, perché non c’è la copertura della cassa integrazione ma anche perché mancano interlocutori cui chiedere i compensi dovuti.
Sono stremati i 32 dipendenti (altri due si sono licenziati perché non reggevano più la situazione) del Grand Hotel Bologna di Pieve di Cento, coinvolti loro malgrado nel procedimento giudiziario dell’impresa per cui lavorano, la Palacavicchi Tv Srl, seguito all’accusa di bancarotta fraudolenta nei confronti della proprietà, con l’arresto di tre componenti della famiglia Cavicchi dopo le indagini condotte dalla Finanza di Roma.
Ieri pomeriggio i lavoratori, dopo aver scioperato nel fine settimana, hanno partecipato al presidio davanti al municipio, indetto con Filcams-Cgil e della Fisascat-Cisl bolognesi, che seguono la vertenza.
SITUAZIONE PARADOSSALE
Al loro fianco, oltre alle organizzazioni sindacali, si sono schierati anche il sindaco pievese Luca Borsari e la sua giunta. «Siamo di fronte a una situazione che è anche difficile interpretare – spiega Antonello Giuliana, della Fisascat-Cisl – non avendo indivìduato interlocutori validi: a questo punto l’auspicio è che il giudice o un eventuale curatore fallimentare si faccia carico delle giuste richieste dei lavoratori».
In settimana le organizzazioni sindacali – che in questi mesi hanno percorso tutte le strade possibili per recuperare i crediti dei lavoratori, ma senza avere risposte – avranno altri incontri con i dipendenti del Grand Hotel Bologna, per valutare altre iniziative. Mentre è percorribile la strada della convocazione del tavolo per la salvaguardia delle attività produttive della Città metropolitana di Bologna.
«Purtroppo l’amministrazione comunale – spiega il sindaco Borsari – era ben al corrente della grave situazione giudiziaria che vede coinvolti i padroni della struttura del Grand Hotel Bologna, anche perché il Comune è parte lesa dai gravi reati per cui quelle persone sono state addirittura arrestate».
l’impegno del comune
Fino all’ultimo il Comune di Pieve ha sperato che la vicenda non colpisse «i lavoratori e le loro famiglie; in questi giorni ci era stata assicurata la continuità aziendale delle attività. Ora invece apprendo di questo inaccettabile trattamento e delle gravissime scorrettezze nei loro confronti. Per questo, con la mia giunta, ho voluto essere a fianco dei lavoratori in piazza. Ho assicurato loro che, in collaborazione con i sindacati, porterò la loro giusta vertenza nei tavoli dove è possibile chiedere aiuto. E nel frattempo come Comune continueremo a combattere con tutte le nostre armi la battaglia legale e giudiziaria perché sia fatta giustizia nei confronti loro e della nostra comunità». —
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