I sindacati: vaccini anche a commesse e cassiere
Bene la scelta della Regione di vaccinare gli operatori turistici della Riviera e delle città d’arte, ma i sindacati emiliani restano polemici sui ritardi ed esclusioni. In particolare, sui marinai di salvataggio «ci troviamo in ritardo perché il personale entrerà in servizio sabato prossimo». Dall’altra parte, «non comprendiamo l’esclusione dal piano vaccinale dei tanti addetti dell’indotto turistico, come chi lavora nei bar, nei ristoranti o nelle attività commerciali. Soprattutto - continuano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil - riteniamo davvero incomprensibile l’esclusione delle cassiere e dei cassieri, delle commesse e dei commessi dei supermercati alimentari. Si tratta di lavoratrici e lavoratori che hanno avuto un ruolo fondamentale per tutta la durata dell’emergenza pandemica in attività che non sono mai state chiuse. Con il loro indispensabile lavoro hanno garantito l’approvvigionamento di beni essenziali quali sono i generi alimentari». Sono persone «dimenticate» e i sindacati di categoria considerano questo «un grave errore, perciò auspichiamo che la Regione si attivi al più presto per porre rimedio. Tutte le attività lavorative a contatti con il pubblico e la clientela sono considerate dall’Inail a rischio contagio, sbagliato e inutile creare differenze» tra lavoratori.
In effetti anche qualche operatore ferrarese, pur commentando positivamente l’idea di vaccinare addetti di alberghi e stabilimenti balneari, aveva espresso qualche dubbio sull’effettivo impatto nei confronti della clientela: difficile “vendere” una vacanza come Covid free, era il ragionamento, se al di fuori dell’albergo il turista dovrà frequentare ristoranti o musei senza garanzia d’interagire con personale immunizzato. Certo la precedenza a categorie molto larghe come i lavoratori di commercio e ristorazione cambierebbe tutti i piani vaccinali. —
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