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Prime classi elementari in bilico salvate dai parametri anticontagio

A.M.
Prime classi elementari in bilico salvate dai parametri anticontagio

Il numero minimo passa da 15 a 10. I casi Dogato, Gaibanella e negli Ic Reno Centese e Terre del Reno

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La salvezza di alcune prime classi elementari sottodimensionate è passata anche attraverso il Covid. Se il calo di iscritti ha reso inevitabile la cancellazione della prima in alcune scuole, come ad esempio a Villanova e Malborghetto, l’esito è stato diverso in altre situazioni al limite «dove, anche per soddisfare i parametri di sicurezza che non verranno meno il prossimo anno, è stato abbassato da 15 a 10 il numero minimo di alunni necessario per attivare la prima», spiega Hania Cattani della Cgil Scuola. È stato così dunque per il caso forse più noto di Gaibanella, ma sono state salvate anche altre classi in affanno: all’Ic4 di Reno Centese non chiuderanno dunque le prime di Casumaro, Reno Centese e XII Morelli, così come è stata autorizzata la prima elementare di San Carlo, dell’Ic Terre del Reno, che conta 11 bimbi.

A soccorrere la prima elementare di Dogato, invece, potrebbe intervenire il tempo pieno, un servizio sempre più richiesto dalle famiglie, che mostrano di apprezzare anno dopo anno questo modello educativo. A Dogato al momento ci sono solo 6 iscritti, ma l’istituto comprensivo di cui la primaria fa parte, quello di Ostellato, ha ottenuto l’autorizzazione per il tempo pieno, su richiesta però delle famiglie della primaria di Migliarino. Il dirigente scolastico, comunque, ha facoltà di posizionare il tempo pieno in un plesso a sua scelta, e qui si innesta un’opera di confronto con famiglie e istituzioni per sfruttare questa opportunità al fine di non perdere la prima di Dogato.

«Le domande per il tempo pieno riguardano un po’ tutta la provincia, ma in special modo l’Argentano, il Centese, Codigoro e alcuni istituti di Ferrara. Viene in genere concesso a partire dal secondo anno, mentre durante il primo, se le famiglie lo desiderano, viene attivato con risorse interne; il nostro orientamento è quello di far sì che le richieste vengano accolte», prosegue Cattani, ricordando anche due casi particolari, legati però all’emergenza Covid, emersi nel corso delle assemblee tra organizzazioni sindacali e personale. La prima riguarda la scuola media di Masi Torello, dell’Ic Manzi, dove era stato segnalato il problema di una classe troppo numerosa per poter garantire il necessario distanziamento all’interno dell’aula. Da qui la concessione da parte dell’Ust di poter sdoppiare la classe, con relativo potenziamento dell’organico. A Codigoro invece una situazione per certi aspetti analoga si è sciolta in modo spontaneo. «L’anno scorso c’era una classe molto numerosa, 31 allievi, con la presenza anche di un disabile - spiega Cattani - Il problema era stato segnalato, ma si è risolto nel corso dell’anno, con il trasferimento di una famiglia e il conseguente calo di alunni da 31 a 29. Un numero che, ha assicurato il dirigente, ha reso possibile assicurare il distanziamento, avendo l’aula la metratura necessaria». —

A.M.

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