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il provvedimento del questore 

Botte davanti ai figli Ammonito il violento

Botte davanti ai figli Ammonito il violento

La donna ha subito quattro anni di violenze domestiche Poi la richiesta di aiuto alla questura e l’intervento

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Una convivenza durata quattro anni costellata da continue discussioni familiari per futili motivi. Un inferno per la donna che subiva le violenze del compagno: solo aggressioni verbali, all’inizio. Poi schiaffi, calci, pugni in un crescendo culminato con le botte davanti al figlio minore. Un inferno fatto di continui abusi fisici e psicologici che avevano creato un clima di tensione e paura all’interno delle mura domestiche, causando nella vittima un fondato timore per la propria incolumità.

Dopo le sopraffazioni, i soprusi e le violenze fisiche la donna ha deciso finalmente di uscire dal silenzio e dalla paura denunciando il suo triste vissuto alle Autorità.

Il Questore, Cesare Capocasa, dopo aver verificato i gravi fatti segnalati dalla vittima attraverso la raccolta di informazioni e testimonianze, ha disposto e fatto notificare all’uomo la misura dell’Ammonimento, il 18° dall’inizio dell’anno per violenza domestica.

Il questore, con la misura dell’ammonimento, ha intimato all’uomo di interrompere comportamenti e atti che possano mettere in pericolo l’incolumità o la sicurezza fisica o psicologica dei familiari, informandolo sui contenuti del protocollo Zeus, che prevede un percorso trattamentale per gli autori di violenze domestiche, al fine di interrompere una rischiosa escalation e favorire un pieno recupero dell’autore del reato. Si rammenta l’utilizzo dell’applicazione “ Youpol” facilmente scaricabile da internet sul proprio smartphone, realizzata dalla Polizia di Stato per segnalare episodi di spaccio e bullismo, estesa anche ai reati di violenza che si consumano tra le mura domestiche.

L’app youpol è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia di Stato; le segnalazioni sono automaticamente georeferenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti.

È inoltre possibile dall’app chiamare direttamente la sala operativa 113 della questura.

Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista anche la possibilità di fare segnalazioni in forma anonima. Anche chi è stato testimone diretto o indiretto - per esempio i vicini di casa - può denunciare il fatto all’autorità di polizia, inviando un messaggio anche con foto e video. —

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