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Ieri l’addio dei portuensi al militante del Pci che diresse l’Anagrafe

M.B.
Ieri l’addio dei portuensi al militante del Pci che diresse l’Anagrafe

Capisani nel 2011 fu ostaggio di tre banditi 

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IL RICORDO

È morto per cause naturali a 91 anni da poco compiuti Luigi Capisani, storico esponente del Partito comunista portuense, per anni impiegato del Comune, per vent’anni responsabile dell’ufficio Anagrafe. Ieri pomeriggio gli è stato dato l’ultimo saluto in forma civile, prima della cremazione a Molinella e la deposizione delle ceneri nella tomba di famiglia a Portomaggiore. Capisani per lungo tempo è stato ai vertici delle associazioni provinciali per la caccia e anche componente della Commissione d’esame per gli aspiranti cacciatori. Nell’assemblea comunale pre-congressuale del 1991 è stato l’unico (con il giovane figlio Vittorio) a non votare lo scioglimento del Pci e a non aderire poi al Pds. I compagni e gli amici di Rifondazione comunista lo ricordano con affetto e ieri lo hanno salutato , portando una corona floreale che sarà deposta sulla sua tomba.

Quella di Capisani (che lascia la nuora, i nipoti e gli altri parenti) è stata una vita funestata da tragedie, in primis la precoce perdita del figlio e poi la scomparsa della moglie. Ma Capisani nell’ottobre di dieci anni fa è stato vittima di tre banditi, che lo hanno legato mani e piedi a una sedia nella sua casa di campagna a Maiero. L’anziano era stato minacciato con il coltello e nonostante abbia più volte ripetuto di non possedere denaro, le minacce di tagliargli la gola non sono cessate. Alla fine, dopo aver messo a soqquadro la casa, se ne sono andati con 30 euro, un vecchio orologio e altri oggetti di poco valore, mentre Capisani ha impiegato ben tre ore per riuscire a liberarsi dalle corde, rovinandosi i polsi. —

M.B.

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