Minacce e stalking per Codice rosso Il ragazzino oggi davanti ai giudici
Il giovane si trova in un centro di prima accoglienza, il vecchio carcere minorile. Sono in corso indagini della procura dei minorenni
Dovrà spiegare ai giudici del tribunale dei minorenni - se riuscirà a farlo - perchè la notte tra domenica e lunedì scorsi ha deciso di entrare nella casa dove vive la ragazzina 11enne con padre e madre, armato di coltello. Dovrà chiarire, prima, il motivo di quelle minacce pregresse, prima del fatto che lo ha portato all’arresto, detenuto nel Centro di Prima accoglienza (il vecchio carcere minorile). E poi spiegare i motivi distorti di quella che per lui era una relazione con la 11enne, ma che in realtà era solo una idea nella sua testa, che lo ha portato a quei comportamenti border-line sui quali i magistrati minorili ora, necessariamente, dovranno cercare approfondimenti psicologici e forse anche psichiatrici, perché non hanno nessuna spiegazione razionale. Tutto questo verrà verificato nell’udienza di stamattina a Bologna, dove il ragazzino 16enne sarà messo di fronte alle accuse gravissime che gli vengono contestare dalla procura dei minori, diretta dal procuratore Silvia Marzocchi.
Che fin da subito ha valutato la gravità e confermato l’arresto eseguito dai carabinieri che hanno attivato i primis, il Codice rosso, per le violenze di genere, partendo proprio dai reati di minacce e stalking per poi finire con il tentato omicidio. Si tratta ovviamente di reati che potranno - dovranno - avere una evoluzione nel corso degli approfondimenti, spiegano gli inquirenti, soprattutto da Bologna, dalla procura minorile, dove il procuratore Marzocchi, come sua consuetudine davanti a fatti criminosi che vedono coinvolti minorenni, invita alla massima cautela e prudenza: «Sono in corso accertamenti e verifiche dovuti, siamo in attesa della convalida dell’arresto».
Indagini che dovranno approfondire il perché di questi comportamenti che ribadiamo, da quanto si può apprendere, sono stati innescati in modo autonomo dal ragazzino 16enne, che si era invaghito della 11 enne. E anche questo, una idea di relazione che lui aveva nella sua testa, con una bimba di 11 anni, indicherebbe una situazione border-line del ragazzo.
Tra le indagini che si dovranno effettuate, come accade quando si parla di minorenne che vivono con e per il proprio telefonino - vera appendice del proprio io - quelle sul cellulare del ragazzino, gli eventuali messaggi, contatti, la natura di questi, se intimidatori, minacciosi o altro. —
D.P.
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