Dalla chat nel lockdown alle minacce per telefono
Lo ammette Massimo Bissi, avvocato difensore del ragazzino 16enne: «una vicenda inquietante, difficilmente spiegabile». Invita alla cautela, alla luce dell’evoluzione che l’indagine potrà avere: i reati potranno essere attenuati perchè la successione dei fatti stride con la gravità delle accuse di tentato omicidio. Va oltre, e offre il quadro di una «famiglia di gente per bene, onesta, attenta al figlio». Tanto che quel ragazzino non aveva mai dato problemi ai genitori: «Domenica era la prima volta che usciva di casa, di sera e da solo». Aveva detto che andava da un amico a passare la notte. Mamma e papà avevano discusso su questo, poi avevano dato il via libera. Lui invece si è ficcato in una storia più grande di lui. Una storia iniziata durante il lockdown: nella chat tra ragazzini incontra la ragazzina 11enne. Si frequentano, chattano, poi si sarebbero incontrati un paio di volte. Nulla di più. Tanto da fargli dire convinto «eravamo fidanzati». Anche questo movente, il fatto di non essere riconosciuto come tale, dovrà essere verificato dalle indagini. Da attivare con prudenza. —
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