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svolta dopo tante idee abortite 

Ex caserma in vendita Cassa depositi vuole concludere in fretta

Stefano Ciervo
Ex caserma in vendita Cassa depositi vuole concludere in fretta

I 34mila metri quadri con quattro edifici sono dismessi Nessun progetto ma offerte vincolanti entro il 25 giugno

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L’ex caserma di Cisterna del Follo è in vendita. Ad attivare la procedura di cessione, con tempi serrati e finalizzati ad un’offerta vincolante entro giugno, è la Cdp Immobiliare, la sgr della Cassa depositi e prestiti, che l’acquisì nel 2013 dal Demanio. In tutti questi anni progetti e proposte di valorizzazione sono stati abbozzati e finiti nel dimenticatoio, e ora si apre un grosso punto interrogativo sulla sorte di questa enorme area, oltre 34mila metri quadrati con quattro edifici e uno sterminato piazzale, in stato di degrado da una trentina d’anni. Sembra infatti tirarsi indietro di fronte a questa procedura l’unico ente che aveva manifestato interesse almeno per una porzione dell’area, cioè l’università di Ferrara, e il disimpegno di Cdp non promette nulla di buono, anche per l’ingente investimento in termini finanziari ma anche temporali da mettere in preventivo per intervenire nell’area. Buona parte degli edifici hanno tra l’altro vincoli della Soprintendenza, non va dimenticato che la caserma venne costruita all’inizio del secolo scorso dove c’era il duecentesco convento di San Vito.

L’ente controllato dal Tesoro, comunque, ha fretta. L’avviso di vendita del “compendio immobiliare”, che comprende quattro edifici principali (tre adibiti a caserma e uno a cavallerizza), edifici minori e l’ex piazza armi, prevede appunto la presentazione delle manifestazioni d’interesse entro il 31 maggio (oggi scade il termine per i chiarimenti); entro il 25 giugno devono arrivare le offerte vincolanti, ed entro il 15 settembre va firmato il preliminare.

L’ex caserma è inserita nel Psc come ambito Centro storico, ma non è compresa nel Piano operativo comunale: significa che per fare interventi bisogna istruire una variante con tempistiche ed esiti in prevedibili. I vincoli sono il divieto di modifiche della trama viaria ed edilizia e non sono ammessi aumenti delle volumetrie esistenti, mentre si possono modificare le destinazioni d’uso. In pratica, non ci sono impedimenti nel realizzare residenziale o direzionale. Lavori e variazioni d’uso vanno concordate con la Soprintendenza, che vieta interventi «non compatibili con il carattere storico e artistico» dell’area. A margine va ricordato che nelle scorse settimane i civici di Ferrara Cambia avevano proposto di realizzare un centro congressi in città.

Al momento non viene prevista la vendita a lotti, quindi l’interesse di Unife è destinato a non concretizzarsi; servono sicuramente diversi milioni di euro. —

Stefano Ciervo

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