Rapinato e massacrato per il suo cellulare Aggressore condannato
Ha appena 23 anni e ieri ha “congelato” la sua vita futura con la condanna a 4 anni e mezzo di pena per aver rapinato un cellulare ad un coetaneo, in zona stazione, nel gennaio del 2019: rapina aggravata con lesioni, per aver letteralmente spaccato la facci alla sua vittima, un pugno che mandò in frantumi la mascella del ragazzo proprietario del cellulare, un Samsung 7 e che è costata a Pavlo Pavelko, 23 anni origini ucraine, ad una pena di 4 anni e 6 mesi, inflitti ieri mattina dal tribunale.
Un fatto gravissimo, che gli veniva contestato con tutte le aggravanti possibili, una vera e propria aggressione e spedizione punitiva perché quella rapina venne compiuta da lui, con l’aiuto di altre due persone che bloccarono la vittima, un ragazzo di 21 anni, bondenese di origini straniere.
Il fatto come dicevamo risale alla notte tra il 13 e 14 gennaio quando i ragazzi 20enni sono tutti attorno nella zona stazione, nei pressi del chiosco del Kebab. Lui, la vittima Hassane, sta controllando il suo cellulare Samsung 7 quando gli si avvicina Pavlo Pavelko. Gli ordina di dargli il cellulare, l’altro non capisce e così all’improvviso viene colpito alla mascella: un pungo devastante, che gli manderà in pezzi la mandibola, tanto che la prognosi poi prescritta dai medici sarà di oltre 40 gironi. Un pugno che Pavlo è riuscito a sferrare con l’aiuto degli altri due che alle spalle di Hassane lo tenevano fermo. Poi ospedale e dopo un mese, in piazzale Kennedy in città rivede il suo rapinatore-aggressore, lo riconosce e chiama la Polizia: denuncia per rapina aggravata.
Mentre Pavlo negli interrogatori della Polizia continuerà a dire di non essere stato lui l’autore della rapina, che quella notte era a casa sua in provincia. Anche questa sua difesa è stata poi smontata dalla Polizia che controllando il suo telefono scoprirà che le celle del suo cellulare lo piazzavano la sera della rapina in zona stazione. Al processo lui non si è mai fatto vedere. Presente invece, il giovane che rappresentato dall’avvocato Stefania Gallini, ha ricevuto una prima refusione danni e giustizia. –
D.P.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google