Super-mammografo per la prevenzione
Alta risoluzione, velocità ed esame meno doloroso La nuova apparecchiatura servirà alla diagnosi precoce
Un nuovo mammografo 3D con Tomosintesi smartcurve in grado di effettuare mammografie a risoluzione elevatissima e alleviare il dolore dell’esame. È questo il nuovo apparecchio, del costo di 250mila euro, che è arrivato al Centro di medicina Ferrara, la clinica di via Verga che ha inglobato il poliambulatorio Futura creando una struttura da 150 specialisti in 50 branche. La nuova apparecchiatura in dotazione all’equipe di radiologi senologi composta da Andea Campanati, Nicola De Pascalis, Massimo Lazzari ed Eugenio Scarcella, e s’inserisce in una struttura evoluta in ambito di prevenzione femminile: sono infatti già presenti gli ecografi Voluson E10, fondamentali nella diagnosi dei tumori ginecologici e usati da 20 specialisti; e apparecchiature per la prevenzione dermatologica (lotta al melanoma) e oculistica (lotta al glaucoma).
Il nuovo tomografo è caratterizzato da un’altissima risoluzione (pixel di visualizzazione da 70 micron) e velocità, appena 3,7 secondi per l’esame. Riducendo gli artefatti da sovrapposizione, consente un’analisi più accurata della struttura del seno con una dose di radiazioni di molto entro i limiti accettabili. La Tomosintesi consente l’individuazione delle patologie (opacità sospette e distorsioni della struttura) riducendo accertamenti strumentali invasivi, spiegano al Centro di medicina, con una definizione che permette di visualizzare dettagliatamente lesioni e calcificazioni, anche le più tenui. Si migliora così l’accuratezza diagnostica per seni di qualunque dimensione e densità. Per una diagnosi più precoce ed efficace va inoltre sottolineata l’importanza del protocollo gold standard, che prevede nell’unica seduta la mammografia e l’ecografia mammaria, con visita da parte dello specialista.
Negli ultimi anni si registra un incremento del rischio nella fascia 35-40 anni, per questo la tecnologia delle diagnosi precoci diventa strategica anche nell’ambito del sistema integrato pubblico-privato. In quest’ottica va inquadrata la partecipazione, ieri alla presentazione del nuovo macchinario, dell’assessore Cristina Coletti. Sono oltre 4.500 i nuovi casi di tumore alla mammella diagnosticati in Emilia Romagna ogni anno. In regione la sopravvivenza è la più lunga delle pazienti in ambito nazionale (89% a 5 anni) con una mortalità in costante calo; risultati ottenuti anche grazie a screening e rete di diagnosi e cura. —
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