La Nuova Ferrara

Ferrara

Le indagini della Polizia 

Arrestato lo scippatore seriale in bici «Troppo pericoloso, deve stare in carcere»

Daniele Predieri
Arrestato lo scippatore seriale in bici «Troppo pericoloso, deve stare in carcere»

Sei colpi in meno di un mese, derubava donne e anziane facendole cadere: incastrato perchè “negazionista” senza mascherina

3 MINUTI DI LETTURA





Daniele Predieri

Era in fila alla mensa della Caritas in via Brasavola, quando gli ispettori della Squadra mobile lo hanno arrestato, notificandogli l’ordine di custodia in carcere per la serie di scippi, furti e rapine che ha messo a segno in poco meno di un mese in città, ai danni di donne in bicicletta, senza farsi scrupolo di farle cadere e di investire anche, per scappare, chi le soccorreva. «Stava diventando pericoloso», spiegano secchi gli inquirenti che hanno tradotto questo status di Marco Cavallari, 56 anni in settembre, nell’arresto deciso dai magistrati che ora lo terrà in carcere a lungo. Dove del resto lui non è nuovo, per via della sua vita randagia fatta di tossicodipendenza, spaccio, furti e rapine, da oltre due decenni.

Arrestato e liberato

E dire che gli ispettori della squadra mobile, settimane fa, lo avevano già arrestato, poi però i magistrati di turno avevano deciso per lui l’obbligo di firma (presentarsi alla Polizia per certificare la sua presenza), che non bastava a fermarlo, ad attenuare la sua pericolosità evidente, concreta. Nell’atto giudiziario del giudice Vartan Giacomelli sono elencati i sei colpi per cui erano state raccolte prove, per cui erano stati chiesti i provvedimenti. Ma sono almeno altri tre i suoi colpi, sotto indagine, per quella che è la galleria dei suoi “errori”, durante questi colpi.

Uno su tutto l’aver mostrato la cicatrice sulla mano, riconosciuta da tempo dagli inquirenti, ma soprattutto il fatto che in tutti i colpi non aveva mai sul viso la mascherina obbligatoria in questo periodo di Covid. Incastrato dunque dal suo “negazionismo”, senza nascondersi con la mascherina tante sue vittime lo hanno riconosciuto. Del resto che ci fosse la sua firma nei colpi messi a segno (vedi l’elenco a fianco) non c’erano dubbi. Ma servivano riscontri, dettagli, come accade nelle indagini: valutati, cercati e trovati dalla Mobile per provare la sua “pericolosità”. E adesso la sua firma diventa una accusa aggravata, per furti e scippi seriali che si va a sommare ai tanti precedenti di cui non andar fiero: reati contro il patrimonio, rapina, furto aggravato, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, reati per stupefacenti e rapina con armi.

Conosciuto, Cavallari, era conosciuto alla Squadra Mobile che dopo le sue prime apparizioni-colpi, aveva già le idee chiare. Da qui l’attività di indagine martellante su Cavallari e sulla sua firma.

In tutti i colpi usava la bicicletta, avvicinava da dietro le sue vittime, sempre donne in bici che a Ferrara ripongono la borsa nel cestino anteriore. Così lui, pedalando, pedalando, adocchiando la vittima di turno, si affiancava e in velocità riusciva a strappare dal cestino borse e borsette, con dentro i soldi, che gli usava per campare e trovar droga. In uno di questi colpi, il 17 maggio scorso (non compreso negli atti depositati prima) era stato arrestato: uno scippo in centro città ad una anziana che non lo aveva portato ad essere ospite del carcere, ma – come deciso dal magistrato che lo aveva liberato – aveva solo l’obbligo di firma.

Nonostante questo e la pressione della Polizia, continuava a pedalare, cercar vittime, in giro per la città preferendo la zona di via Frutteti e il centro storico, fino all’arresto di mercoledì scorso. –

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google