«Non so più dove mettere gli investimenti esteri»
il caso
«Non so più dove metterle». Le parole sono di Stefano Bonaccini e riguardano il presunto “tutto esaurito” sul territorio regionale per i nuovi investimenti esteri nel settore manifatturiero: un modo per evidenziare la forte attrattività della regione in questa fase di uscita dalla crisi Covid verso la piena ripresa. Il governatore emiliano ha pronunciato la frase in occasione della presentazione digitale del centro ricerca della Philip Morris in Valsamoggia. Bonaccini aveva ricordato che «non eravamo mai stati una regione attrattiva per gli investimenti dall’estero, oggi siamo una delle prime dieci regioni per attrazione d’impresa che prima non c’erano e vogliono venire qua ad investire», ricordando anche la «legge sull’attrattività degli investimenti fatta d’accordo con sindacati e associazioni economiche» e il patto per il lavoro che ha portato «la pace sociale».
Sono tutte condizioni presenti anche nel Ferrarese, dove di sicuro non c’è il «tutto esaurito» negli slot destinati agli insediamenti, italiani o stranieri che siano, come dimostra anche la moltiplicazione delle candidature territoriali per la Zona logistica semplificata in collegamento con il porto di Ravenna. Non è dato sapere come abbiano preso a Palazzo Municipale e in Castello le dichiarazioni di Bonaccini, né se possano costituire un punto di partenza per un confronto su come dirottare nel Ferrarese un po’ delle ridondanti risorse post-Covid che stanno piovendo sull’Emilia. Il sistema integrato della via Emilia e della Motor valley ha un appeal particolare, ma il riequilibro territoriale promesso da lustri può passare anche dal riorientamento degli investimenti esteri. —
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