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DA GENNAIO ALL’INIZIO DI MAGGIO 

I dati choc diffusi dall’Inail: più di due vittime al giorno

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ROMA. I due operai deceduti in provincia di Pavia investiti da un getto d’acido e le statistiche diffuse proprio ieri dall’Inail rilanciano il tema degli infortuni sul lavoro. Una piaga che fa contare ogni giorno in Italia una media di oltre due morti.

Se gli infortuni tra gennaio e aprile sono stati 171.870 (meno 0,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020), ben 306 (+9,3 per cento) hanno avuto esito mortale: 2,55 ogni ventiquattro ore secondo la statistica matematica.

Tendenza che sembra confermata anche nel mese di maggio: solo il giorno 7, quando si è tenuto uno sciopero generale di quattro ore proprio contro gli infortuni dopo la morte di Luana D’Orazio, la giovane mamma di ventidue anni vittima di un terribile incidente in un’azienda tessile in provincia di Prato, si sono contate cinque vittime.

Nel primo quadrimestre i morti sono stati 26 in più rispetto ai 280 registrati nel primo quadrimestre del 2020 (quando però c’era il lockdown) e in linea con quelle dei primi quattro mesi del 2019 (303).

Un calo delle vittime è stato conteggiato tra quelle “in viaggio” per o dal lavoro (da 60 a 48 sempre nel quadrimestre), mentre i decessi sul posto di lavoro sono stati 38 in più (da 220 a 258).

Per quanto riguarda le differenze geografiche infine, emerge un aumento nel nord-est (da 51 a 66 morti), nel centro (da 44 a 56) e al sud (da 62 a 87). In calo invece nel nord-ovest (da 104 a 80) e nelle isole (da 19 a 17).

L’Inail segnala inoltre che sono in aumento anche le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 18.629 (+26,1 per cento in più rispetto all’anno scorso). —

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