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un mese dopo l’addio alla “rossa” 

«Milva e la sua arte ci insegnano ad andare oltre la superficialità»

K.R.
«Milva e la sua arte ci insegnano ad andare oltre la superficialità»

L’omaggio di Goro con la messa celebrata dall’arcivescovo Ricordata l’artista. Il sindaco: lei il nostro faro più luminoso 

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GORO. «L’arte ci insegna ad andare oltre la superficialità. Senza il bello, il Vangelo non si può insegnare. Le canzoni di Milva hanno donato a più generazioni gioia e serenità. Gli artisti muoiono, ma l’arte non muore e rigenera continuamente la vita, spalancando le porte alla vita eterna».

È un ricordo a tutto tondo, quello tracciato, ieri sera nella chiesa parrocchiale di Goro, dall’arcivescovo Gian Carlo Perego attorno alla figura di Milva, nel corso della messa di suffragio, a un mese dalla morte dell’amatissima “Rossa” della canzone italiana. Dopo aver citato la magistrale interpretazione di Milva ne “L’opera da tre soldi” di Bertold Brecht, l’arcivescovo ha messo in luce i valori e i doni della cantante celebrata tra i teatri ed i palcoscenici di tutto il mondo, fra i quali l’attaccamento alla sua terra e il lavoro duro, tra tanti sacrifici, che proprio il suo paese natale le aveva insegnato.

«Il legame di Milva con Goro – ha aggiunto monsignor Perego –, è di chi cerca una casa, un paese, una terra, dove portare i propri pensieri e dove custodire le proprie radici». Fra i tanti presenti in chiesa ad assistere alla messa di suffragio notato anche Diego Dalla Palma, truccatore dei vip, personaggio tv e noto imprenditore, grande amico della Pantera di Goro.

Parole commosse di riconoscenza sono state espresse anche dal sindaco Diego Viviani, presente con la vicesindaca Marika Bugnoli. «Senza ombra di dubbio Milva è il faro più luminoso della nostra comunità e della sua storia – ha sottolineato il sindaco – e la sua luce è andata in molti palcoscenici a livello internazionale. Quando sono andato, con una piccola delegazione, a rendere omaggio a Milva al teatro Sthreler, le abbiamo portato ciascuno una rosa rossa dal suo paese e c’era anche quella della famiglia, come senso di vicinanza e di ritorno alle origini».

È stato poi letto il ringraziamento di Martina, figlia di Milva, la quale ha ricordato come Goro fosse per la cantante «un luogo caro, un pensiero costante, un punto di riferimento. Da mamma ho imparato il senso della vita attivo e operoso. Sono unita a voi nella preghiera». —

K.R.

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