Negozi da tenere vivi con canoni agevolati
Crisi: misure di contrasto al fenomeno delle vetrine spente Aiuti anche al terzo settore e agli esercizi in affitto da privati
Le vetrine spente sono diventate uno dei simboli della crisi economica innescata dall’emergenza sanitaria. E pur a fronte di un inizio di ripresa, il rischio che i negozi che ancora resistono possano arrendersi è ancora alto.
Un rischio che il Comune di Ferrara vuole evitare, e per farlo ha deciso di abbassare i canoni di locazione sia alle attività danneggiate dalle chiusure, sia alle realtà del terzo settore che hanno preso in affitto locali di proprietà dell’amministrazione.
Al tempo stesso è in via di definizione un protocollo, con Camera di Commercio, Sipro e associazioni dei piccoli proprietari, per agevolare - con misure da decidere e da quantificare - anche i commercianti “inquilini” di privati. Un’azione combinata «per non interrompere i contratti in essere e contrastare la chiusura dei negozi e la perdita di realtà del terzo settore. È un’operazione di valenza economica ma anche sociale», ha sottolineato l’assessore alle Attività produttive Angela Travagli.
L’affitto calmierato sarà applicato alle attività commerciali e agli enti del terzo settore che hanno subito chiusure e limitazioni forzate dal 26 ottobre 2020 al 25 aprile di quest’anno. L’agevolazione ricopre dunque, anche in forma retroattiva, un periodo di sei mesi, e nello specifico prevede una riduzione del 30 per cento del canone per il periodo dal 26 ottobre al 31 dicembre del 2020 e del 40 per cento dal 1° gennaio al 25 aprile. A coloro che hanno già versato il canone (l’ammontare complessivo è di 582mila euro) lo sconto sarà applicato nelle mensilità successive. La condizione è non avere morosità o, nel caso, occorre un’assunzione di debito per ritornare in bonis attraverso una rateizzazione senza interessi o sanzioni.
Per ottenere l’agevolazione bisogna farne richiesta inviando una mail a canonicovid@comune.fe.it mettendo come oggetto “Richiesta di rinegoziazione canone per Covid19” e indicando le generalità dell’attività (ragione sociale, indirizzo, telefono). Occorre inoltre compilare la Dichiarazione relativa ai periodi di chiusura e alle limitazioni subite nei sei mesi contemplati.
Sono 48 le attività commerciali che al momento sono in affitto presso immobili comunali, ma quelle potenzialmente ammissibili all’agevolazione sono 33, considerato che alcune (come ad esempio gli alimentari) hanno continuato a lavorare anche durante le restrizioni. In caso di piena adesione al canone ridotto, il mancato introito per il Comune sarà di 77mila euro «ma a guadagnarci sarà la tenuta economica della città», ha puntualizzato l’assessore. Tutti i 28 enti del Terzo settore sono invece candidabili, dato che tutte le realtà ricreative e culturali hanno subito uno stop dovendo al contempo continuare a sostenere le spese; in questo caso l’abbassamento del canone costerà al Comune 8.200 euro.
Ma anche i commercianti e le associazioni in affitto presso privati riceveranno sostegno. Insieme all’assessore al Commercio Fornasini, alla Camera di Commercio e Sipro è in corso un confronto per arrivare a un accordo. Una delle ipotesi, ma il provvedimento dovrà essere definito nei dettagli, è quella di commisurare il canone al fatturato.—
A.M.
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