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«Saimon era troppo giovane Non doveva andare via»

K.R.
«Saimon era troppo giovane Non doveva andare via»

Lacrime e commozione ieri in duomo per i funerali dell’operaio colto da malore Parenti e amici di infanzia distrutti dal dolore

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COMACCHIO. Lacrime e commozione, ieri pomeriggio, nella concattedrale di san Cassiano, in occasione del funerale di Saimon Felletti, il 45enne comacchiese, stroncato lunedì della scorsa settimana da un malore fulminante, mentre era al lavoro. Tanti gli amici di infanzia, che hanno voluto portare il saluto all’autista di betoniera che da anni si era trasferito a Porto Tolle.

il dolore

Davanti alla bara bianca è stato adagiato un cesto di rose rosse del figlioletto Samuel, mentre sulla bara i fiori rossi e bianchi erano quelli dei colleghi di lavoro, dell’azienda Calcestruzzi Magnani, con sede a Migliarino, seduti tra i primi banchi del duomo, accanto ai familiari. «Quarantacinque anni sono pochi. Davanti a questi fatti, per noi insondabili – ha dichiarato don Guido, durante la sua omelia –, siamo costretti a riflettere. Dietro alla nostra vita c’è un progettista, c’è un disegno. Saimon aveva 20 anni meno di me. Io voglio credere che dietro ad un fatto del genere che colpisce tutti, ci sia un creatore e un disegno – ha aggiunto don Guido, evocando le parole del Vangelo appena lette –. Davanti al mistero della sofferenza e di una morte prematura o ci fidiamo di Dio o c’è il nulla». Le sorelle, la compagna ed i parenti si sono stretti in un abbraccio anche all’uscita del feretro dal duomo, uscita accompagnata dal saluto degli amici che avevano condiviso con Saimon gli anni spensierati dell’infanzia e della giovinezza. «Avevamo la stessa età – ha commentato Franco Mangherini –; siamo cresciuti assieme. Saimon era davvero un ragazzo d’oro, sempre allegro, un gran lavoratore, molto legato alla sua famiglia. Stento ancora a credere che ci abbia lasciato così presto, all’improvviso».

Dopo la vendita di una bar al Lido delle Nazioni, il 45enne comacchiese aveva svolto diversi lavori, sino a quello di autista di betoniera. Una settimana fa il malore fatale proprio durante una giornata di lavoro. Al termine del funerale la salma è stata trasportata al Giardino della cremazione di Copparo. —

K.R.

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