Buskers un po’ berlinese ancora in formula ridotta E la Rai sbarca in città
Rebecca Bottoni prepara le novità del festival musicale e s’impegna in una serie prodotta dalla tv di stato: in arrivo un casting
Ferrara sarà teatro di una nuova serie tv di produzione Rai, con il casting che si svolgerà – sempre in città – prossimamente. Quel che può essere sfuggito è che responsabile della selezione di comparse e figuranti sarà la ferrarese Rebecca Bottoni, persona che in ambito lavorativo si sta rivelando davvero poliedrica. È presidente del Buskers Festival di Ferrara, dove possiamo dire sia figlia d’arte ed è stata eletta qualche mese fa – come unica donna – nel ruolo di consigliere nel comitato Emilia Romagna della Federazione italia giuoco calcio, con il ruolo di delegata regionale Sgs (settore giovanile scolastico). Il tutto dopo parecchie stagioni passate a tirare calci in tutte le categorie. In entrambe le situazioni mai ha lesinato energie, ma si vede che ne ha in abbondanza perché adesso la attende un’ulteriore prova. «A dire il vero il cinema sarebbe la cosa per cui ho studiato – dice Rebecca – mi sono infatti laureata al Dams Cinema ed ho anche lavorato a Roma nella serie tv Sky “Il miracolo” di Niccolò Ammaniti e con Sorrentino per il film “Loro”. Poi il richiamo di casa è stato più forte e così l’impegno con il Buskers Festival, ma al cinema ci penso sempre, soprattutto quando ci sono delle produzioni in zona. Per questa mi hanno contattato per location e casting e adesso siamo in ballo».
Con il Festival invece che novità? «Per i Buskers stiamo cercando di capire se ci sarà un aumento di volumi – prosegue la direttrice – verosimilmente riproporremo una formula come lo scorso anno. Prima magari avevi 800mila visitatori distratti, mentre lo scorso anno ne abbiamo avuti 6.000 concentratissimi. Che forse non è un male. Stiamo selezionando gruppi interessanti, con tanta voglia di suonare che – particolarità – pur essendo di nazionalità diverse, gravitano quasi tutti nell’ambito di Berlino. Stiamo anche valutando le location e se c’è la possibilità di una apertura ad effetto».
E il calcio? «Eh, si lavora anche lì, va a chiudere. Io lavoro con il femminile e adesso stiamo vivendo la risacca. Il boom dei mondiali è finito e in più c’è il Covid a rallentare tutto. Comunque abbiamo progetti interessanti per le bambine a partire dai 5 anni e vien fatta con maggior continuità anche la categoria Under 12, così da avere tutta la filiera. Ripartono le Selezioni territoriali under 15 che sono l’anticamera delle nazionali». —
Dario Cavaliere
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