La Nuova Ferrara

Ferrara

la ripartenza  

Baristi e ristoratori prove di normalità «Si torna a vivere»

Marcello Pulidori e Katia Romagnoli
Baristi e ristoratori prove di normalità «Si torna a vivere»

Da domani pranzi e cene anche all’interno delle sale  I locali si preparano. E ai Lidi si spera nella bella stagione

3 MINUTI DI LETTURA





È come tornare a rivedere il sole, dopo settimane e settimane di buio.

Da domani, 1 giugno, i ristoranti potranno riprendere a servire pranzi e cene in sala. Sembra di dire una banalità, invece è qualcosa di eccezionale, di questi tempi.

la situazione in città

Stesso sollievo per i baristi: nei loro locali il banco ritorna a essere frequentato. Con i clienti separati da almeno un metro.

«Attendiamo ancora le ultime direttive – dice Emanuela Toselli titolare del bar “San Giorgio” a pochi passi dalla omonima basilica – però è un fatto che rincuora. Il servizio bar al banco dovrebbe essere consentito fino alle 18, ma, appunto, aspetto delucidazioni». Da un bar molto grande, a uno di dimensioni più piccole: «Siamo contenti di questi alleggerimenti – dice, di corsa, una delle socie della cooperativa che gestisce il bar “Ristoro” in via Azzo Novello, zona Arianuova – speriamo che tutto proceda per il meglio». Si passa sul fronte ristoranti, ma il denominatore comune, vale a dire un sorriso che torna, è lo stesso. «Finalmente – dice infatti Andrea Cavallina, proprietario del ristorante “La Romantica” di via Ripagrande – si torna a lavorare come Dio comanda! Nella sala i tavoli saranno di meno, ma poter servire pranzi e cene fin quasi alle 23 ci fa riassaporare la normalità. Poi, se dal 7 giugno il coprifuoco verrà ulteriormente posticipato alla mezzanotte, andrà ancora meglio». E anche in piazza, proprio davanti alla Cattedrale, un altro storico ristoratore, Marco Paganelli, del “Leon d’Oro”, ha già una voce meno cupa di prima: «Ci sarà comunicato qualcosa all’ultimo momento ma intanto – dice Paganelli – si torna a vivere potendo servire pranzi e cene anche nelle sale interne. Cercheremo ovviamente di distanziare bene i tavoli e di lavorare nella massima sicurezza».

la situazione ai lidi

Intanto anche ai Lidi i ristoranti sono pronti ad accogliere i clienti nelle sale svuotate dal 26 aprile scorso, per lasciare campo libero alle distese all’aperto con vista mare (stabilimenti balneari) o ai dehor. «Abbiamo maggiore agio a muoverci rispetto allo scorso anno, con la conoscenza delle norme già applicate – spiega Maurizio Tugnoli, titolare del ristorante “Fieramosca” del Lido di Spina –; dal primo giugno allestiremo la sala interna con capienza ridotta da 160 posti a un centinaio. Abbiamo già 12 prenotazioni. Sono saltate comunioni, cresime, pranzi aziendali di Pasqua. Ora speriamo nella bella stagione». Ed è ottimista anche Silvio Schincaglia, proprietario del ristorante “Barbablu” del Lido Nazioni, il quale, tuttavia, precisa: «Voglio stare tranquillo. Terrò separati i tavoli nella sala al coperto, che prima poteva ospitare 150 clienti e ora un centinaio. Saremo rigorosi nel rispetto delle norme, tra disinfezioni e distanziamento. L’orario del coprifuoco non cambierà le cose per noi, perché comunque cucina e pizzeria chiudono sempre verso le 23, 30».

Il salone del ristorante “Europa” a Porto Garibaldi, invece, è ancora vuoto e i commensali lo attraversano solo per raggiungere la veranda. Ma da domani «trasferiremo una parte dei tavoli all’interno – assicura Luca Farinelli, uno dei titolari –; resta da chiarire se la distanza tra i tavoli potrà restare quella di un metro come ora. Immagino che le direttive arriveranno domani (oggi per chi legge, ndr) come sempre avviene, cioè all’ultimo minuto». –

Marcello Pulidori

e Katia Romagnoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google