Dagli anni d’oro al declino Addio a calcio, feste e volti noti
Ora la Sagra dello storione e la squadra in Seconda categoria sono solo ricordi Ma un raggio di sole arriva dal settore giovanile del Bondeno che si allenerà qui
BURANA. La storia del calcio a Burana, fra presente e passato. Tra una gloriosa sagra che ha sostenuto per decenni le gesta sportive del locale club, e la fine di tutto, sotto il peso di un calcio che ormai non era più gestibile per una piccola realtà di circa 600 abitanti. Tuttavia, dopo anni di abbandono del campo di gioco del paese, c’è una novità in arrivo: un accordo che permetterà alla Bondeno Calcio di utilizzare l’impianto sportivo per le sue formazioni giovanili. Il campo e le strutture adiacenti sono lì, reduci da anni di inattività. Sembra incredibile pensare che, soltanto alcuni anni fa, questa era la sede della Sagra dello storione, una delle più rinomate del territorio. «È una sagra che abbiamo fatto crescere, giorno dopo giorno, con la partecipazione di tanti volontari, che erano soprattutto un affiatato gruppo di amici», racconta Daniela Galliera, che di quella sagra era l’anima. Accanto al marito, e assieme al presidente Alfio Gavioli e alle persone del paese. «Era da poco successo il terremoto del Friuli, quando ci fu data la possibilità di recuperare due casette di legno, diventate poi il fulcro della sagra. In precedenza, racconta ancora Daniela – la sagra si svolgeva sotto uno stand di plastica, con pochi mezzi, ma sacrificavamo ferie e tempo libero per questa società».
E STORIONE SIA
La svolta fu l’idea suggerita da Daniele Biancardi di puntare sullo storione: un pesce preistorico, che sulle tavole ferraresi è presente dai tempi degli Estensi. «Abbiamo instaurato un bellissimo rapporto con l’Agroittica di Calvisano, che ci ha permesso di crescere, di presentare nuove ricette. Negli ultimi due anni della sagra – dice sempre Daniela – arrivammo a servire addirittura il caviale. Persino il Tg3 si interessò all’evento, che ha visto la presenza di esperti del settore, di Luigi Mondini dell’Agroittica Calvisano, dei genitori di Vittorio Sgarbi, persino di Giovanni Rana, che assaggiarono le nostre specialità».
Negli stessi locali che oggi, purtroppo, risultano cadenti. Le sagre, negli ultimi vent’anni, diventarono due, quando su iniziativa di Adriano Facchini si aprì la parentesi de “La Festa dei Sapori d’Irlanda”, con le pregiate carni e la birra importate dall’Isola di Smeraldo. Nel frattempo, il club calcistico era salito in Seconda categoria. Un campionato più impegnativo, certo, ma affrontato con giocatori di valore come la coppia Zappaterra-Zampieri, il portiere austriaco Andreas Tscharf, gli esperti “modenesi” Bellini e Frison. Torneo da giocarsi in uno stadio con una nuova tribuna. La quale si sarebbe dovuta completare con una copertura lignea mai realizzata, tra mille difficoltà. Le stesse che hanno portato alla chiusura dell’avventura nel calcio, a metà del decennio scorso e, poco più tardi, della sagra, rivissuta poi in forma diversa a Casumaro. Quando ormai Daniela e marito avevano lasciato il gruppo, prima del declino di società e impianto.
Ora, un raggio di sole sembra voler illuminare il tutto, con il baby parco vicino allo stadio e il campo da gioco di nuovo curato, in attesa di un ritorno all’attività. Vedere tornare i bambini del settore giovanile della Bondeno Calcio sul terreno di gioco di Burana potrebbe essere un primo passo, per un paese dove il calcio è finito assieme alla storia della sua gloriosa sagra. In seguito sapremo se sarà anche un passo propedeutico al possibile ritorno del volontariato. —
Mirco Peccenini
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