Nuova sede per la “Ottani” «Al servizio del territorio»
L’agenzia di onoranze funebri ha aperto i nuovi uffici che si trovano in viale Libertà Via Donati resta solo come vetrina di rappresentanza
CENTO. È stata inaugurata sabato pomeriggio la nuova sede delle onoranze funebri “Ottani”, che si trova in viale della Libertà.
Dopo ben quarant’anni viene così accantonata la vecchia sede di via Donati, che ora resterà solo come vetrina di rappresentanza.
«Avevamo bisogno di più spazio – ha detto Arianna Folchi Ottani –, sia perché ultimamente ci siamo evoluti, e con le nuove assunzioni siamo arrivati ad avere una ventina di dipendenti. Ma anche e soprattutto perché volevamo dare un maggiore conforto e assistenza alle famiglie perché siamo consapevoli che, quando si rivolgono a noi – ha detto ancora Ottani –, stanno sicuramente vivendo un momento particolarmente difficile della loro vita».
La nuova sede è di circa 130 metri quadri, tutti adibiti a uffici, ed è anche dotata di un ampio giardino.
Dopo la benedizione di monsignor Stefano Guizzardi, c’è stato anche un momento del programma dedicato al rituale taglio del nastro, alla presenza di autorità e invitati. «Quando si investe – ha quindi detto il sindaco Fabrizio Toselli –, per l’ampliamento di un’azienda, questo fatto rappresenta una ricchezza per tutta la città. In questo caso lo è doppiamente, perché ha anche l’obiettivo, che deve essere lodato, di migliorare, ulteriormente, la propria professionalità per assistere al meglio chi sta attraversando un momento particolarmente doloroso per la propria famiglia».
La “Ottani” è un’azienda storica del territorio di Cento, sul quale opera da circa 120 anni, essendo stata fondata da Archimede Ottani, al quale sono poi subentrati i figli (Angelo è morto lo scorso marzo). Attualmente è gestita dai nipoti, i quali rappresentano la terza generazione di una dinastia imprenditoriale che fin dall’inizio persegue continuamente l’obiettivo di migliorare la professionalità dei propri servizi. Soprattutto in un settore così delicato. —
Giuliano Barbieri
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