Ferro passa all’attacco «Il paese sta morendo»
JOLANDA DI SAVOIA. Giovanni Ferro, consigliere di opposizione, da sempre è un osservatore - critico - della situazione del suo Comune. «La mia posizione – ci dice – viene esclusivamente dall’osservazione del paese. Stanno chiudendo, letteralmente, le ultime attività produttive cittadine. E se da un certo punto di vista, anche nelle migliori condizioni non erano tantissime, è ovvio che molte chiusure sono un segno evidente non solo di crisi, ma anche di una risposta inefficace alla crisi da parte dell’amministrazione locale. Su via Matteotti, la principale del paese, la vecchia merceria è chiusa: pensione e nessun subentro. E la fioraia ha chiuso. In via Martiri hanno chiuso Cleber Mantovani e Gelateria Snoopy. E altri negozi ancora. In via Resistenza sono rimasti praticamente solo un bar, un ferramenta e le Poste. Nei Comuni vicini arrivano finanziamenti, usati per sostenere le attività produttive. Da noi la gelateria ha chiuso, lasciando un cartello in cui si diceva che non si poteva andare avanti pagando tasse e senza sostegni».
Ferro passa poi all’attacco: «I problemi amministrativi di Jolanda, alla fine, hanno un nome e cognome: Elisa Trombin. E vediamo se una considerazione critica sull’operato dell’ex sindaca sarà ritenuto degno di altra querela, e non una legittima critica da parte di un consigliere comunale. Attenzione, ci potrebbero essere altri motivi, ma dato che nessuno risponde alle nostre domande poste per capire le situazioni, resta una spiegazione possibile: l’amministrazione non è in grado di risolvere i problemi. Ci sono incidenti? Si abbassa il limite di velocità. Ci sono infortuni in strada? Si mettono coni di segnalazione. Ma solo dopo che qualcuno si è fatto male. Manca un effettivo controllo del territorio e la capacità di utilizzare gli strumenti a disposizione. E faccio un altro esempio di gestione discutibile, proprio perché non trasparente: la discarica. La presenza della Crispa sul territorio prevede una compensazione ecologica. In molti Comuni che hanno questo tipo di compensazione, il denaro in arrivo viene impiegato per sostenere le attività locali. Nell’ultimo consiglio comunale ho chiesto quanto rilevanti fossero i fondi e come venissero impiegati. La risposta dell’assessore al bilancio fu “Li impieghiamo come ci pare”. Allora mi sono informato sull’indennizzo ambientale; c’è una quota fissa annuale di 258.583 euro e per il 2020 una quota variabile di 18.557,63 euro. Ma a noi certe risposte non vengono date, mai». —
Ale.Bas.
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