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PescAgri, a tutela dei pescatori A Comacchio si apre la strada

Davide Bonesi
PescAgri, a tutela dei pescatori A Comacchio si apre la strada

Nasce un’associazione per la categoria all’interno di Cia con sede in Manifattura «Numeri e settore sempre più importanti. Difesa sì, ma anche valorizzazione»

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Davide Bonesi

COMACCHIO. Si chiama PescAgri ed è la nuova associazione nata all’interno di Cia - Agricoltori italiani per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione di pesca e acquacoltura in ogni sua accezione professionale e territoriale. PescAgri sarà in tutta Italia, ma il debutto regionale avverrà nella nostra provincia, a Comacchio, dove all’interno della Manifattura dei Marinati avrà la sua nuova casa quella che sarà sede regionale.

Formalmente questo esordio con tanto di lustrini è stato programmato per sabato mattina, ma in realtà il lavoro che c’è dietro è partito molto da lontano, solo che il Covid ci ha messo lo zampino. «Effettivamente ci stiamo lavorando sull’intero territorio nazionale dal 2020, ma la pandemia ha rallentato questo percorso. Quella di sabato sarà una presentazione valida per l’intero territorio regionale, ma sono coinvolte tutte le marinerie d’Italia». A parlare è Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia, fra i protagonisti dell’inaugurazione di sabato mattina a Comacchio.

LO SCOPO

Perché l’esigenza di creare all’interno di Cia un’associazione che si occupa di curare gli interessi dei pescatori? «Innanzitutto, perché c’è la volontà di valorizzare la filiera agro-alimentare a 360º, certo l’agricoltura, ma perché no anche l’acquacoltura. Nella nostra provincia, ma anche nel resto del Paese, si stanno associando sempre più cooperative di pescatori. Visto che i numeri stanno diventando importanti, abbiamo ritenuto doveroso dedicare una costola di Cia solo a questo settore, assolutamente primario e con tutte le sue specificità», dice Calderoni.

FRA TAVOLA E TURISMO

«La pesca - spiega ancora il presidente provinciale di Cia - è un elemento distintivo dell’Italia e abbiamo alcune fra le marinerie più importanti d’Europa. La sede sarà dentro la Manifattura, cosa che ha una funzione evocativa e storica per la tradizione delle anguille in valle. Un modo per partire dalle origini».

Attenzione, la pesca è tutta la pesca, anche se la nostra provincia è caratterizzata da comparti differenti, a Goro le vongole, a Comacchio l’anguilla ma anche il pesce azzurro. E proprio su quest’ultimo Cia - in accordo con le cooperative di pescatori comacchiesi - pone un ulteriore accento: «Le vongole di Goro sono conosciute in tutta Europa, al pari delle anguille. Ma non va dimenticato il pesce azzurro, ritenuto erroneamente un pesce povero. Dobbiamo dare un’immagine diversa dei nostri prodotti, senza dimenticare la biodiversità e, aggiungo io, anche il turismo».

E qui si aggiunge un altro aspetto di questa novità, non il primo in ordine di tempo, ma di certo un tema futuribile: «Dobbiamo lavorare a progetti di pesca-turismo. Faccio un ragionamento complessivo pensando al turismo dal Nord Europa: si portano i turisti in giro fra Delta e mare in barca, magari li portiamo a raccogliere le vongole e poi la sera si fanno una spaghettata con quello che hanno raccolto. Si chiama “turismo esperienziale” e finora è praticato solo in alcuni territori. Ecco, penso sinceramente che abbiamo un patrimonio ambientale fra le mani, Pescagri potrebbe aiutarci a valorizzarlo meglio». —

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