L’ex sindaco Tuzet attacca: invieremo in procura la delibera del previsionale
CENTO. «Mi candido per vincere. Tanti i cittadini che mi fermano sostenendo la mia ricandidatura a sindaco. RisorgiCento avrà come filo conduttore e obiettivo, la serietà e la legalità. Con noi Cento potrà risorgere». È la prima uscita pubblica per l'ex sindaco e nuovo candidato sindaco Flavio Tuzet. È affiancato da Mauro Bernardi, promotore del gruppo RisorgiCento, destinato a diventare una vera e propria lista. Tra i i sostenitori, volti conosciuti come Alessandro Gennari e Lorenzo Malaguti, un tempo esponenti di Rinascita Centese, ma anche Barbara Vignoli e Claudio Tassinari.
L’ APPROVAZIONE
Il primo intervento di Tuzet e Bernardi è dedicato alla «presunta approvazione del previsionale 2021/23. Riteniamo sia stato commesso da parte del vicepresidente Contri e del segretario Clemente, un errore gravissimo. Dopo che Lodi ha sollevato il problema, sono seguiti 42min di sospensione durante i quali sono state fatte chiamate e verifiche, e alla ripresa Contri e il segretario hanno dichiarato la non approvazione. Il giorno successivo Toselli dice che l'atto è stato approvato, cosa che riteniamo una scorrettezza e un’offesa nei confronti dei cittadini. E solo il 31 maggio viene pubblicato all'albo pretorio come, secondo noi erroneamente, “approvato”. Ma non è così. Chi dice che previsionale è stato approvato dice una cosa non vera. Davanti al dubbio, si sarebbe dovuto sospendere la seduta, e riconvocarla la sera successiva in seconda convocazione».
L’ESPOSTO
Per avere «chiarezza sulla vicenda invieremo la delibera di bilancio e la registrazione della seduta consiliare alla procura, al ministero dell'Interno e alla prefettura perché verifichi gli atti e esprimano il loro parere sulla regolarità della procedura. Se diranno che tutto è regolare, bene, altrimenti a oggi il Comune non ha il preventivo approvato e la prefettura procederà con lo scioglimento del consiglio». A fronte della vicenda, l’affondo politico: «I signori del centrodestra di Ferrara, che si ergono sempre a paladini della giustizia, non hanno detto nulla. Se fosse capitato a me, mi avrebbero crocifisso in piazza». —
Beatrice Barberini
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