Studio sul “porta a porta” L’assessore: lo faremo servono soldi e tempo
Balboni “impegnato” dalla risoluzione approvata quasi all’unanimità dal Consiglio comunale Inceneritore, Asl da coinvolgere
La giunta prende atto delle indicazioni del Consiglio comunale, quasi unanime sul punto, e si prepara ad allargare in maniera forse imprevista la propria azione sul fronte rifiuti-inceneritore-Hera. La risoluzione del M5s, votata l’altra sera anche dalla maggioranza, impegna infatti l’amministrazione a tornare sulla questione della gestione in house della raccolta rifiuti, che sembrava accantonata solo qualche mese fa, con uno studio di fattibilità del modello Alea di Forlì di porta a porta; ed a coinvolgere nell’analisi di compatibilità ambientale sull’aumento di 12mila tonnellate della capacità dell’impianto di via Diana, anche l’Asl, assente nella riunione decisiva del Conferenza dei servizi. «L’Asl non ha partecipato a diverse Cds, in questi mesi, ed è comprensibile vista l’emergenza Coronavirus - ragiona Balboni - Nei prossimi giorni ci metteremo in contatto con i dirigenti per capire come collaborare sulla vicenda inceneritore. Inserire il parere Asl nel ricorso al Capo dello Stato? È una possibilità che valuteremo». Il ricorso è in fase di elaborazione, proprio ieri l’assessore ha avuto un incontro con gli avvocati: servirà presumibilmente qualche settimana per mettere a punto la procedura.
Lo studio di fattibilità era stato bocciato in quanto costoso e di non facile applicazione, «di fatto si tratta di costruire un vero e proprio piano industriale per la raccolta rifiuti sul modello di Forlì, basato sul porta a porta. Lo attiveremo, seguendo le indicazioni del Consiglio comunale, ma anche in questo caso, oltre a trovare le risorse, servirà un po’ di tempo» è sempre l’assessore a parlare. La questione è complicata dal fatto che i proponenti non sembrano orientati ad accettare Atersir, cioè l’agenzia regionale dei rifiuti, come organo terzo al quale affidare lo studio, quindi si tratta di trovare una società con sufficienti garanzie e competenze. Meno di un anno è difficile ipotizzare come orizzonte temporale di conclusione della ricerca.
La gestione in house della raccolta rifiuti taglierebbe fuori Hera, il cui inceneritore sarebbe impiegabile per la parte residuale dello smaltimento; e questo nonostante i risultati ottenuti in questi ultimi anni, con la differenziata ai livelli tra i più alti d’Italia. —
S.C.
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