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L'indagine

Da basista della banda dei Bancomat al traffico di farmaci pericolosi per doping

Da basista della banda dei Bancomat al traffico di farmaci pericolosi per doping

Ancora guai per un 30enne romeno, coinvolto in marzo nell'inchiesta degli assalti agli sportelli bancari. Durante i controlli in casa sua, i carabinieri trovarono il suo "tesoro" chili e chili di anabolizzanti proibiti e dannosi. Per gli stessi reati era stato arrestato già 5 anni fa

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FERRARA– Nel 2016 venne arrestato per un traffico internazionale di farmaci dopanti. Nel marzo scorso, poi, venne di nuovo arrestato perché accusato di essere il basista di una banda specializzata in colpi ai Bancomat. Adesso, dopo gli sviluppi di quell’inchiesta (gli trovarono in casa una vagonata di farmaci per doping) è di nuovo nei guai per traffico di anabolizzanti, Marian Oktavian Moraru, 32 anni, romeno, che vive e lavora (lavorava in una concessionaria) tra Vigarano e Ferrara. Una vecchia conoscenza perché dal 16 marzo i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Ferrara lo tengono sotto controllo: dopo l’ordine di cattura con cui lo arrestarono come complice della banda a segno in alcuni assalti bancomat nella provincia, perquisirono casa sua, e i carabinieri trovarono il suo “tesoro”.


 In quell’occasione, Moraru, prima di essere ammanettato e condotto in carcere veniva sottoposto a perquisizione personale e domiciliare. Proprio nel corso di quelle operazioni i militari rinvennero, a casa sua una grande quantità di medicinali dei quali l’uomo non forniva alcuna giustificazione, per cui gli operanti procedettero al sequestro delle confezioni. Di tutto e di più: stanozololo, testosterone enantato, testosterone undecanoato, metribolone, fluoxmesterone, trembolone, trembolone acetato, boldenone undecilenato, clenbuterolo, sildenafil, nandrolone fenilpropinato, metalfolmina, clomifene citrato, ganadotropina, corionica, glutartione, cianocobalamina e tamoxifene. Le sostanze vennero poi affidate ai Carabinieri del Nas di Bologna per gli accertamenti sulla provenienza e liceità di commercializzazione.

A distanza di alcuni mesi si è potuto stabilire che le sostanze medicinali, rinvenute e sequestrate a casa di Moraru risultano essere sostanze medicinali dopanti, provenienti da paesi stranieri, non commercializzate in Italia e prive delle autorizzazioni del Ministero della Sanità al commercio e somministrazione. A ciò si aggiungeva il fatto che le sostanze erano custodite in modo “casalingo”, senza particolari sistemi di conservazione e cautela per gli sbalzi di temperatura, modalità che ne pregiudicano di fatto la genuinità.

La sezione operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile assieme ai colleghi del Nas di Bologna hanno denunciato Moraru  per i reati di esercizio abusivo di professione; commercio o somministrazione di medicinali guasti; importazione di farmaci senza autorizzazione e detenzione di farmaci imperfetti. Moraru che attualmente si trova ancora in carcere per la vicenda dei Bancomat all’Arginone, era già stato coinvolto nell’ottobre del 2016, in un’analoga indagine per traffico illecito di anabolizzanti, da parte dei Carabinieri del Nas di Trento. Ora Moraru dovrà rispondere di questi nuovi reati davanti al Tribunale.

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