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Figliuolo: serve flessibilità sulla data del richiamo

Alessandra Lemme

Il commissario chiede uno sforzo per andare incontro alle esigenze dei giovani: sia consentito spostare la prenotazione se il giorno coincide con la vacanza

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Roma. Oltre 36 milioni di dosi somministrate, 12 milioni e mezzo di persone già immunizzate e 20 milioni di dosi in arrivo a giugno. Con questi numeri, la campagna anti-Covid è pronta a dare «la spallata finale al virus», sottolinea il commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo che prosegue le visite negli hub di tutta Italia, ieri in quello Unipol per l’Emilia Romagna.

FLESSIBILITà ESTIVA

La parola d’ordine ora è «flessibilità»: ai cittadini si chiede di completare prima possibile il ciclo vaccinale, senza proroghe dovute alle vacanze. Dalle Regioni si auspica uno sforzo organizzativo ulteriore che vada incontro alle esigenze dei vaccinandi, anche giovanissimi. Proprio pensando a loro, Figliuolo invia una comunicazione in cui chiede agli amministratori, «con l’approssimarsi della stagione estiva e della chiusura delle scuole, di attuare procedure flessibili di prenotazione della vaccinazione che consentano ai cittadini la definizione della tempistica vaccinale già dalla scelta della data della prima dose, in modo da evitare, per quanto possibile, che la seconda somministrazione coincida con i periodi di assenza dalle zone di residenza/assistenza/domicilio. Dare flessibilità significa che con un numero verde, oppure andando online - ha spiegato Figliuolo - è possibile spostare la data in un altro giorno. Ritengo che sia fattibile, nei tempi tecnici di adeguamento dei sistemi informatici».

OVER 60 e giovani

L’importante è che tutti si immunizzino, a cominciare dai 3,3 milioni di ultrasessantenni che, secondo la Fondazione Gimbe, sono ancora senza prima dose. La prima sfida è raggiungere loro, mentre l’altro tassello importante è arrivare a ragazzi e adolescenti. In Lombardia sono state oltre 473mila in poche ore le prenotazioni nella fascia 12-29 anni, di cui 54mila tra 12 e 15 anni e 145mila tra 16 e 20. Il target è fondamentale in vista della riapertura delle scuole a settembre e proprio ai giovani devono rivolgersi gli sforzi organizzativi della prossima fase della campagna, utilizzando - scrive il commissario - linee dedicate negli hub vaccinali e facendo ampio ricorso ai pediatri di libera scelta.

I PEDIATRI

Per quanto riguarda i pediatri, come già evidenziato per i medici di base, «il loro impegno rappresenta una potenzialità fondamentale sia per raggiungere in località isolate assistiti che necessitano della presenza di un genitore, sia per dare altro impulso alla campagna vaccinale e consentire la transizione verso una gestione ordinaria/strutturale, anche in previsione di una possibile necessità di richiami». —

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