La sfida di Confagricoltura per l’itticoltura biologica
Gli assessori regionali Mammi, Priolo e Lori incontrano i dirigenti dell’organizzazione L’obiettivo: «Presto la prima associazione italiana di vallicoltori oltre i confini regionali»
Produzione ittica biologica, tutela dell’ambiente e salvaguardia della biodiversità: sono questi i criteri cui si ispirano i vallicoltori di Confagricoltura Emilia Romagna che hanno incontrato ieri, a Lido di Volano, gli assessori regionali Alessio Mammi (agricoltura e pesca), Irene Priolo (, Ambiente) e Barbara Lori (Programmazione territoriale). Un incontro per approfondire il tema sulla valorizzare della vallicoltura, settore produttivo che coinvolge non solo aspetti economici, ma anche gestione dell’ambiente, salvaguardia e protezione in cui le realtà produttive operano. Un’attività secolare che, anche in queste aree umide interne consente la produzione di branzini, orate, anguille e cefali, ma anche di sogliole e gamberetti, in maniera biologica e naturale.
In Valle Bertuzzi
Una sfida questa della valorizzazione del settore al centro dell’incontro promosso appunto da Confagricoltura regionale per mettere in luce una realtà di produzione itticola all’avanguardia. Non solo nella gestione dell’intera filiera produttiva, anche per l’attuazione delle più moderne ed efficaci procedure per coniugare redditività aziendale e tutela ambientale.
Un obiettivo possibile grazie a modelli applicati sia all’alimentazione delle specie di pesci allevate e ad una moderna ed efficace gestione dei flussi idrici negli allevamenti assicurati da oltre 100 chilometri di canali. Fondamentale, però, l’alimentazione naturale assicurata dalle essenze arboree acquatiche piantumate in loco, mentre una pluriennale piantumazione di 1,5 milioni di alberi ha limitato l’emissione di almeno 200 mila tonnellate/anno di CO2 nell’aria. Fiore all’occhiello, portato ad esempio, l’azienda di cui sono titolari Aldo Bison e la moglie, Anna Basso, che occupa 2 mila ettari di superficie acquatica, per una produzione di circa 2 mila quintali/anno di pescato, che occupa 10 dipendenti oltre a numerosi operatori stagionali, per un fatturato annuo superiore al milione di euro.
All’incontro erano presenti anche Guido Zama e Marcello Bonvicini, direttore e presidente regionali Confagricoltura, Aldo Tasselli che ha illustrato proposte e progetti per valorizzare le Valli, Paolo Ciani, coordinatore regionale Vallicoltori, Alessio Bonaldo docente dell’Università di Bologna.
In particolare, Ciani ha informato che «ci stiamo impegnando per costituire la prima associazione italiana di vallicoltori che intende allargare la propria base associativa anche oltre i confini regionali: l’obiettivo è sviluppare la vallicoltura estensiva». Quindi l’assessore Mammi, anche a nome delle colleghe ha sottolineato che «con la nostra presenza intendiamo testimoniare lo sguardo innovativo di questa azienda valliva che sa coniugare il lavoro d’impresa con la sostenibilità dell’ecosistema circostante».
Per questo, ha aggiunto «abbiamo intenzione di continuare a sostenere gli investimenti nel comparto ittico e dell’acquacoltura delle aziende che operano nel nostro territorio, pure in un contesto rispettoso del le norme vigente».
Infine, Bonvicini ha assicurato che «saremo al fianco dei vallicoltori per sostenere la loro attività, in collaborazione con la Regione per portare avanti politiche condivise». —
Piergiorgio Felletti
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