Inaugurato Palazzo S. Stefano Bper punta a riqualificare
Il secondo tassello dell’elaborato progetto di ristrutturazione del comparto Santo Stefano ieri mattina è stato ufficialmente ultimato.
Dopo la realizzazione del parcheggio multipiano Borgoricco inaugurato nella primavera di due anni fa, c’è stato ora anche il varo ufficiale, con tanto di simbolico taglio del nastro del rinnovato palazzo Santo Stefano. La società immobiliare del gruppo Bper, insieme al raggruppamento di imprese tutto al ferrarese: l’Ibf Emilia amministrata dall’ingegner Fabio Bulgarelli e l’Edilferro, hanno riconvertito lo storico edificio del Cinquecento(Palazzo Santo Stefano) e in questo caso, l’opera per Ferrara riveste una specie di primato. Lo stabile che ha l’ingresso in via Boccacanale di Santo Stefano di fronte al mercato coperto, ma che si prolunga in contrada del Borgoricco proprio a fianco del parcheggio multipiano, è stato ultimato con i più moderni accorgimenti di comfort. Il cantiere ha iniziato nel 2017 e la caratteristica di questo palazzo sta nella costruzione che viene realizzata rispettando i parametri per ottenere la certificazione casa-clima, rilasciata da una speciale ente certificatore di Bolzano. È il primo intervento di ristrutturazione effettuato in città con queste caratteristiche .
Già venduti i primi appartamenti, ci sono ancora da piazzare abitazioni di pregio, dotate dei moderni comfort e in particolare un attico in pieno centro con annessa vista sul Castello estense.
Questo secondo intervento lascerà poi spazio ad un terzo progetto di recupero proprio dell’imponente palazzo confinate la cui entrata principale volge su piazza Saint Etienne, dove una volta c’era la vecchia sede dell’Enel. Dopo il varo, i lavori partiranno nei prossimi giorni proprio per creare nuovi appartamenti, un residenziale e anche attività commerciali al piano terra, proprio a ridosso del mercato coperto dall’altra parte della strada.
Il ruolo di Bper
Con il terzo intervento di riqualificazione non si esaurisce il monitoraggio della Bper sugli immobili di sua proprietà per la riqualificazione.
Come affermava ieri all’inaugurazione il responsabile del “ real estate” (mercato immobiliare) di Bper, Daniele Martignetti, occorre in qualche modo non lasciare gli immobili al loro destino perché rappresentano solo dei costi e finiscono per subire un deprezzamento. Viceversa non si nasconde un interesse per valutare nuove riqualificazioni di immobili di proprietà della banca proprio a Ferrara.
La Bper infatti, nella operazione che ha portato all’acquisizione della Cassa di Risparmio di Ferrara alla simbolica cifra di 1 euro ha ereditato un patrimonio immobiliare di oltre 70 milioni di euro. In questi ultimi anni, con le dismissioni di alcuni sportelli, sono rimasti inutilizzati per le attività bancarie alcun filiali e agenzia di proprietà per cui si sta valutando come investire al meglio. Non solo vendita, ma come è stato con l’esempio del comparto Santo Stefano-Borgoricco, si passa prima alla riqualificazione e poi alla successiva cessione. A scanso di equivoci le sedi Palazzo Koch e Palazzo Magrini, i gioielli di corso Giovecca di Bper, non sono comunque in vendita. —
G.P.Z.
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