“Nato a Mesola” e non a Goro Il pasticcio ha radici storiche
Alcuni cittadini residenti in altri Comuni hanno visto modificare il luogo di nascita La spiegazione del sindaco Viviani: «Fino al 1960 eravamo una frazione in territorio mesolano»
il caso
Se c’è una cosa che caratterizza e accomuna i cittadini di Goro, è il senso di appartenenza al loro paese. Ecco perché vedere stampato sulla carta di identità “nato/a a Mesola”, magari dopo decenni di certezze assolute, ha fatto balzare tanti dalla sedia. In linea di massima si tratta di persone, che hanno preso nel corso degli anni la residenza altrove e che si trovano in questi giorni a fare i conti con “l’amara sorpresa”, come l’ha definita qualcuno. «Sono nato a Goro e così risultava fino a quando non ho rifatto i documenti. Adesso mi vengono a dire che sarei nato a Mesola. Ma io non voglio». Il signor Aldo abita a Settimo Torinese, «ho 77 anni e sinceramente vorrei capire cosa è cambiato».
Stessa situazione per la signora Marinella, «per 60 anni è andata bene, poi mi hanno registrata con altri dati e mi sono rassegnata». Ma cosa è successo esattamente? A spiegarlo è il sindaco Diego Viviani e in realtà non si tratta di un errore.
la storia
Il 18 aprile e 1 maggio 1960, furono presentate due istanze con le quali le rispettive maggioranze qualificate dei contribuenti delle frazioni Goro e Gorino del comune di Mesola hanno chiesto che le frazioni stesse fossero costituite in Comune autonomo, con capoluogo in Goro. Proprio così: Goro era sotto Mesola.
« Prima di quella data dunque il nostro Comune non esisteva - dice Viviani -. Evidentemente in questi ultimi mesi qualche amministrazione fuori regione ha aggiornato i database e in effetti per chi è nato prima di quella storica data, il luogo di nascita è Mesola».
All’anagrafe di Goro, conoscendo la storia, a quanto pare hanno sempre sistemato le cose, mentre altrove bisogna rassegnarsi. «A me è successo nell’anno 1960 quando ero andato a fare la Carta d’identità, all’anagrafe di Torino, e non sapevano se mettermi nato a Mesola oppure a Goro. Fortunatamente ricevettero una notifica dal sindaco di Goro di allora che comunicava di scrivere nato a Goro, anche per tutti gli immigrati che si erano trasferiti in altre parti d’Italia», ricorda Alberto.
Ancora più singolare la storia di Mariella: «A me è successo 20 anni fa. Sia sulla patente che sulla carta d’identità c’era scritto nata a Goro. Mi rubarono il portafoglio e nel rifare tutto risultò che ero nata a Mesola e mi che chiamo Marincella. Sono andata in Comune, ho fatto presente la cosa ma la strada per cambiare tutto è lunga da percorrere. Mi sono rassegnata anche se non è che mi piace chiamarmi Marincella». C’è chi nel tempo ha accettato la cosa e chi invece non ne vuole sapere. Anche perché, ed è il caso di ricordarlo, circa due anni fa tornò a galla la proposta di unificare Mesola e Goro, così da formare una fusione come altrove in provincia. Il risultato? Goro insorse e tutto fu rinviato. —
Annarita Bova
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