Ricordi ed emozioni davanti alla tomba del compagno Capisani
PORTOMAGGIORE. Sono stati momenti di profonda emozione quelli di ieri nella tomba della famiglia Capisani, dove sono state portate le ceneri di Luigi. L’uomo è morto a fine maggio per cause naturali, a 91 anni da poco compiuti. Storico esponente del Partito comunista portuense, per anni impiegato del Comune (per vent’anni responsabile dell’ufficio Anagrafe), Capisani era conosciuto da tutti e per molti è stato un punto di riferimento. Il circolo portuense di Rifondazione comunista ha deposto una corona di fiori in memoria dello storico esponente del Partito comunista. La nuora ha consegnato ai presenti una copia di un libro di poesie, giovanili e non solo, di Capisani: lui stesso lo aveva fatto stampare un anno fa da Arstudio, proprio per omaggiare chi avesse voluto salutarlo alla fine della sua corsa. Ora riposa accanto all’amata moglie Maria e ai figli, Marcello e Vittorio, prematuramente scomparsi. Fra i ricordi quello del compagno di partito Mario Bellini: «Sono qui a continuare il tuo lavoro sul territorio e per il territorio. Non ho la tua vis polemica né gli spigoli del tuo carattere. Non ho la tua esperienza ma ho il sapore di quando si fa una cosa giusta: tenere viva una fiammella, per quanto piccola e paesana, onde dare un contributo alla propria comunità in termini di partecipazione, di proposta culturale, di impegno civile, di dibattito costruttivo. Ciao Cesco, e che il vento ti sia amico».
Quella di Capisani è stata una vita funestata da tragedie, in primis la precoce perdita di un figlio e poi la scomparsa della moglie. E Capisani nell’ottobre di dieci anni fa è stato vittima di tre banditi, che lo hanno legato mani e piedi a una sedia nella sua casa di campagna a Maiero. —
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