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L’inchiesta sul delitto di rero 

Cugini uccisi e bruciati Le chiavi dell’omicidio nei telefonini e computer

Cugini uccisi e bruciati Le chiavi dell’omicidio nei telefonini e computer

Ieri gli atti per la perizia informatica: si cercano tracce,  chiamate e messaggi Intanto gli esami dello Stub  si avranno solo tra settimane 

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RERO. Entreranno nelle memorie di tre telefoni e di un computer, quelli di padre e figlio, Filippo e Manuel Mazzoni, indagati per il duplice omicidio dei cugini Dario e Riccardo Benazzi a Rero. Entreranno per cercare elementi nuovi e utili per confermare le tesi d’accusa, pm Lisa Busato e carabinieri che ieri mattina si sono riuniti di nuovo, in procura con le parti dell’inchiesta – difesa di padre e figlio, avvocato Stefano Marangoni e di parte lesa, per le famiglie Benazzi gli avvocati Denis Lovison Massimiliano Sitta – per eseguire i primi atti della perizia informatica appunto su telefoni e computer. Ieri mattina, dal punto di vista tecnico, è stata realizzata la copia forense – il materiale su cui lavorare – e solo in un secondo momento verrà dato incarico ad un consulente informatico per cercare ciò che gli inquirenti sperano di trovare: telefonate, contatti, messaggi a cavallo di quel 28 febbraio quando i due cugini Benazzi furono uccisi nel campo di Rero a ridosso dell’impianto eolico, diventato una maledizione economica e psicologica per Riccardo Benazzi e – oggi alla luce del delitto – causa indiretta del duplice omicidio. Gli inquirenti puntano molto su queste tracce, per avere conferme, prove provate delle ipotesi d’accusa. Mentre si attendono i risultati dell’esame Stub, che dovrà stabilire e repertare tracce di metalli da esplosione di colpi da sparo, su mani e vestiti di Filippo e Manuel Mazzoni, esaminando i tamponi eseguiti la mattina dell’1 marzo, dopo il delitto. Secondo quanto si apprende si tratta di esami complessi, che durano tanto tempo, settimane: e dunque occorrerà attendere ancora per avere l’esito di questi esami, assieme a tutti gli altri in corso. Poi, come viene ripetuto da settimane, procura e carabinieri dovranno tirare la classica riga: sommare riscontri e reperti e dare una posizione penale più netta a padre e figlio, solamente indagati per omicidio, visto che si dicono del tutto estranei al delitto. —

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