La polizia locale ora è armata Lodi: non ci saranno sceriffi
Il comandante Rimondi: capisco il disagio iniziale, ma sarà presto superato Il vicesindaco: gli agenti sanno come usarle, spero non venga sparato un colpo
Il giorno di quella che qualcuno ha definito una «svolta epocale» è arrivato. Con la consegna simbolica nei locali del comando del set da parte del comandante Claudio Rimondi alla sua vice Monica Montanari, il Corpo di polizia locale Terre Estensi diventa armato.
L’arma è una Glock 17 di fabbricazione austriaca, calibro 9 x 21 con caricatore bifilare da 17 colpi e sicure automatiche, la stessa in dotazione alla gendarmeria vaticana. Se “Black mamba”, il nome delle munizioni, evoca tristi analogie col serpente letale, la caratteristica tecnica è l’esatto opposto. Il proiettile ad altra frammentazione si sbriciola al primo impatto evitando così le pericolose problematiche dei proiettili di rimbalzo, purtroppo frequenti nei conflitti in ambito urbano. Pesante meno di 700 grammi, un misto fra metallo e polimero leggero, non va a influenzare più di tanto la dotazione usuale. Sarà data in dotazione a tutti e 156 gli appartenenti – uffici compresi – con obbligo di porto immediato; la distribuzione iniziata lunedì, terminerà domani nell’armeria Alba di via Bologna che ha dato supporto tecnico per le pratiche burocratiche di consegna. «È veramente un momento epocale - ha detto il comandante Claudio Rimondi - Adesso non saremo più l’unico corpo di capoluogo di provincia italiano a esserne sprovvisto. Esprimendo il mio pensiero personale dico che finalmente son state ripristinate normalità e logica: non è possibile avere un corpo di polizia disarmato quando i delinquenti lo sono. So le difficoltà da parte di tanti miei collaboratori e capisco il disagio, ma assicuro che sarà superato».
Anche se non vi era obbligo alcuno, le armi a fine turno saranno custodite in cassette di sicurezza individuali all’interno dei locali delle varie sedi del comando evitando così di portarle a casa. L’investimento complessivo di tutto quello che è inerente la nuova dotazione è stato di 139.729 euro.
Il cammino non è stato semplice ed esente da polemiche e lo ha sottolineato il vice sindaco Nicola Lodi. «Come amministratore voglio ringraziare le persone che hanno lavorato per portare a termine questo progetto che ha visto procedure lunghe e complicate durate quasi due anni, ma adesso siamo al livello di tutti gli altri, con pari dignità e bisogna essere orgogliosi. Sempre più spesso andiamo in ausilio ad altri corpi ed era fondamentale l’aspetto sicurezza. L’arma non deve far paura e mi auguro che mai venga esploso un colpo - ha proseguito - Non ci saranno sceriffi o pistoleri, come qualcuno prospetta. È data a chi sa già come utilizzarla, anche perché da sempre tutti hanno fatto le esercitazioni di tiro e nessuno si è professato obiettore. Farlo ora non ha senso».
«A tal proposito, ringrazio anche chi ha contestato questa novità - ha proseguito Lodi - perché ha dato l’occasione di un dibattito costruttivo, ma una contestazione così non si è vista da nessuna parte. Siamo stati messi in discussione su vari fronti ma abbiamo sempre risposto. Ci spieghi però, chi era veemente nel dissenso, perché non lo è stato in ugual misura per le armi agli altri corpi provinciali come Copparo, Cento, Argenta…». —
Dario Cavaliere
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