Medaglia d’onore a tre filesi deportati
FILO. Un risarcimento, soprattutto morale, al loro sacrificio: ecco cosa rappresenta la medaglia d’onore che viene data ai cittadini italiani, militari e civili deportati e internati nei lager nazisti. Un’ammissione vera e propria contenuta nella legge 296 del 27 dicembre 2006. E fra questi italiani ci sono tre filesi: Aldo Andalò, Carlo Geminiani ed Emilio Martinelli, coloro cioé che il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, hanno ricevuto dal prefetto di Ferrara la Medaglia d’Onore. Le ricerche su questi tre filesi riportano che Andalò fu soldato del 57º Reggimento Divisione fanteria e venne catturato a Trieste il 14 settembre 1943 e deportato nello Stalag IVD di Torgau, poi allo Stalag IVB di Mühlberg e infine trasferito al Reservelazarett di Leipzig, dove morirà il 3 novembre del ’44. Geminiani, soldato del 25º Reggimento fanteria, IV Battaglione, fu catturato dai tedeschi in Dalmazia e considerato prigioniero di guerra, rimpatriato dalla prigionia in Germania l’1 luglio ’45. Dopo pochi giorni dal suo ritorno a casa, a causa delle precarie condizioni di salute venne ricoverato all’Ospedale civile di Ferrara e successivamente a quello traumatologico di Bologna dove morirà il 26 agosto ’45. Martinelli venne chiamato alle armi e giunse il 26 agosto ’43 al Deposito del 132º Reggimento artiglieria della Divisione corazzata “Ariete” di Rovereto. Venne catturato dalle truppe tedesche l’8 settembre ’43 e rimpatriato dalla prigionia il 5 settembre ’45; morì il 18 ottobre 1991.
La cerimonia si è tenuta il 2 giugno, quando il prefetto di Ferrara ha consegnato la Medaglia d’onore a Bruno Andalò, nipote di Aldo, a Uber Bellettini, nipote di Geminiani, e a Davide Martinelli, figlio di Emilio. —
G.C.
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