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l’inchiesta sul Paolo mazza 

Stadio, non solo archiviazioni Sotto accusa tecnici e imprese

Stadio, non solo archiviazioni Sotto accusa tecnici e imprese

Imminente l’invio degli atti di chiusura: sette le posizioni  interessate, dalla ditta Tassi agli ingegneri progettisti,  direttori lavori e collaudatori

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«Dopo la pubblicità negativa avuta in questi anni, la ditta Welding accoglie con soddisfazione l’archiviazione dall’inchiesta sullo stadio che ha dimostrato la totale estraneità dalle accuse mosse»: Riccardo Venturi, legale della Welding di Fiesso Umbertiano commenta l’archiviazione dei dirigenti dell’azienda, Nicola e Alessandro Barotti, esclusi dalle accuse della procura assieme ad altri due imprenditori, Luigi Laponi e Andrea Del Buono della Mpl di Arezzo. Ma se queste quattro archiviazioni indicano che non vi sono responsabilità nei lavori allo stadio Paolo Mazza, per altri sette tra tecnici e imprese restano le accuse. Che la procura ha già deciso, sintetizzandole nell’atto di chiusura indagine che verrà notificato a breve. La procura, pm Barbara Cavallo, dovrà chiarire il tipo di reato, se confermare o meno le ipotesi di frode in fornitura (riferito alle aziende che hanno lavorato per fornire materiale ed eseguire i lavori) e falsi da parte dei tecnici, progettisti, direttori ai lavori e collaudatori.

Sette posizioni che riguardano in primis quella di Lorenzo Travagli, progettista e direttore lavori; Giuseppe Tassi (titolare Tassi Group, capofila per l’appalto); Giampaolo Lunardelli (Gielle); Claudio Di Sarno e Leonello Nannizzi (Panizzi Swisse e Di Sarno srl) e i collaudatori Fabrizio Chiogna (Curva Est) e Alessio Colombi (Tribuna Nord). Occorre ricordare che le accuse rimaste riguardano i lavori alla Curva Est e gradinata Nord. Mentre per quanto riguarda i rilievi per la Curva Ovest, la stessa procura già lo scorso anno durante le indagini aveva estromesso quattro indagati poi archiviati (Gennaro Apicella, Luigi Santanicola, Valter Manfredi e Biagio d’Amico, titolari delle ditte che lavorarono alla Ovest). Demandando però i rilievi in sede civile: i lavori non furono conformi, ma non vi sono per la Ovest rilievi penali e si potrebbero aprire solo contenziosi per danni. Chi dovrebbe chiederli? Il Comune di Ferrara, proprietario dello stadio, e la Spal che ne ha la gestione. Spal che ribadisce il ruolo di parte lesa nell’inchiesta, soprattutto di aver subito danni in questa vicenda. Ora – in teoria, come da procedura – potrebbe chiederli, nel processo che verrà a tecnici e imprese. –

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