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la contesa politica 

«Sul voto al bilancio prefetto e ministero ora chiariscano»

Beatrice Barberini
«Sul voto al bilancio prefetto e ministero ora chiariscano»

Le minoranze chiedono un parere di legittimità sulla seduta del 27 maggio Poi l’accusa al sindaco: è colpa sua e di chi lo sostiene se il Comune è fermo

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CENTO. Il caso del voto al bilancio previsionale 2021-2023 continua a far discutere. Su richiesta degli altri 11 consiglieri comunali di minoranza, il presidente del consiglio Matteo Veronesi invia richiesta di parere di legittimità al ministero dell’Interno e alla Prefettura di Ferrara.

Per i dodici – Elisabetta Giberti e Marco Pettazzoni (Lega), Marco Mattarelli (Lpc), Matteo Veronesi, Daniela Tassinari, Angelo Mottola e Edoardo Fiocchi (Coerenza Civica), Gunner Glenn Maccaferri (Noi Che), Piero Lodi, Marcella Cariani e Vasco Fortini (Pd), Alberto Cacciari (Misto) – è un passaggio «necessario per uscire da una situazione incomprensibile. Impossibile ad oggi – sostengono – continuare ad operare con la necessaria serenità, né tantomeno capire se quanto accaduto raffigura una corretta modalità di gestione delle delibere o rappresenta invece una forzatura ai confini della legittimità, se non oltre. La mancata approvazione del previsionale ai sensi dell’articolo 141 del Tuel comporterebbe la decadenza di sindaco e consiglio. Continuare ad operare senza avere certezza della legittima titolarità delle istituzioni comunali non è per noi più possibile».

vicenda intricata

I consiglieri ripercorrono quanto accaduto nella seduta del 27 maggio: «Durante la sospensione, durata oltre 40 minuti, e dopo aver letto con attenzione più volte Statuto, regolamenti e Testo unico degli enti locali, il segretario generale ha considerato non approvato il bilancio. Una interpretazione chiarissima, tant’è che il vicepresidente Contri in totale autonomia ha recepito le indicazioni del segretario generale, e ha dichiarato la non approvazione. Nessun altro consigliere, a riguardo, si è espresso, né c’è stato dibattito».

Poi la pubblicazione della delibera all’Albo pretorio: «È scritto nero su bianco che il bilancio non è approvato. Allora perché è stata inviata in Prefettura una mail, senza allegare la delibera, per dire che il previsionale era stato regolarmente approvato? Come si può sostenere che l’atto è stato approvato e che si dovrà andare in consiglio per correggere l’errore? Se errore c’è stato, buon senso vorrebbe prima correggerlo e poi dire che il bilancio è stato regolarmente approvato. Non è comprensibile, né rispettoso delle prerogative dell’assise affermare, come ha fatto Contri, che si tornerà prima o poi in consiglio per modificare quanto scritto nel verbale».

Ritenendo inaccettabile il condizionamento messo in atto, i 12 proseguono: «Sarà il consiglio stesso, a maggioranza, a decidere cosa fare, non certo il vicepresidente Contri o il sindaco Toselli. Di certo, i 10 consiglieri rimasti fedeli al sindaco e i due saltati all’improvviso sul carro non faranno mancare il loro voto. Ma è curioso si sostenga che il consiglio recepirà le motivazioni proposte dal segretario quando a oggi, non esiste alcuna comunicazione né ufficiale né ufficiosa in merito alle possibili presunte ragioni alla base di un eventuale cambio d’interpretazione dell’art. 69 dello Statuto. Nessuno ancora ha avuto la correttezza istituzionale di comunicare ai consiglieri quali sarebbero le argomentazioni che dovrebbero far cambiare il verbale».

E a Toselli che ha stigmatizzato la vicenda definendo “ostruzionismo” la richiesta di Lodi: «Dovrebbe prendersela con Contri che ha proclamato la mancata approvazione. Ma non può farlo perché oggi è l’imprescindibile “stampella” della sua zoppicante “non maggioranza”. Intanto passano le settimane con un ente locale bloccato. Alla faccia di quanti sostenevano che il commissario avrebbe portato alla paralisi. Le nostre istituzioni sono ferme da mesi e la responsabilità è del sindaco e di chi lo sostiene». —

Beatrice Barberini

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