L’appello dei residenti: basta disagi nello scolo
ALBERONE. «Chiediamo a Conserve Italia di intervenire per evitare che, durante la campagna del pomodoro, non ci siano i gravi e annosi problemi di inquinamento delle acque dello scolo Salione. Chiediamo al sindaco Toselli e al consiglio di farsi da garante per i cittadini di XII Morelli e Alberone». Dopo la formalizzazione dell’affitto del complesso aziendale Opoe di XII Morelli da parte di Conserve Italia, Francesco Ferioli e Giuseppe Tassinari si fanno portavoce di tanti residenti delle due frazioni attraversate dallo scolo, dove da anni viene riversato il residuo della lavorazione del pomodoro. «Nel 2020 la lavorazione del pomodoro da parte della ditta Cavicchi di Xll Morelli ha provocato un inquinamento del Salione fra odori nauseanti, acque nere e la scomparsa della fauna fluviale per circa 40-50 giorni. A subirne le conseguenze sono stati i residenti di XII Morelli (zona nord) e Alberone. C’è chi ha usato l’acqua inquinata per riempire piccoli stagni adiacenti le loro abitazioni con conseguenze letali per i pesci e le piante presenti, rimesse poi a dimora dopo la bonifica. Le acque del Salione, inoltre, sono a uso irriguo soprattutto nei mesi estivi».
Ed è proprio per evitare inquinamento di acque, terreni e prodotti alimentari che i residenti chiedono a Conserve Italia di intervenire: «L’impresa, che condurrà la prossima campagna del pomodoro, ha lunga esperienza e sa come si trattano le acque nel rispetto delle normative di leggi vigenti».
A sindaco e consiglio si chiede di vigilare affinché «vengano rispettate le condizioni di salute della gente, e nel caso prendano provvedimenti se le condizioni ambientali sono invivibili, o ci siano pericoli. L’Arpae faccia prelievi e analisi e pubblichi i risultati, specie se non conformi. Se si ripetesse quanto accaduto nel 2020 faremo raccolta firme ed esposti a Prefettura e Procura». —
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