La sinistra riunita per l’ultimo saluto a Guglielmo Epifani
ROMA. La sinistra intera si riunisce nei due momenti di raccoglimento, religioso e laico, a Roma per l’addio a Guglielmo Epifani. Dal Presidente della Camera Roberto Fico al ministro della Salute Roberto Speranza, dall’ex premier Massimo D’Alema al segretario del Pd Enrico Letta. E poi Landini, Camusso, Cofferati, Orlando, Bersani e molti altri.
Epifani, scomparso a 71 anni per una fibrosi polmonare, sapeva di dover morire. Non lo aveva detto a nessuno, neppure in Cgil, ma la sua è una malattia che non lascia scampo. Il 27 maggio scorso, nel suo ultimo comizio al fianco dei lavoratori della Whirlpool, c’è chi giura di avere colto una nota di commozione.
Epifani scandì il suo testamento politico: «Non possiamo correre il rischio che dal primo luglio voi possiate essere licenziati. Non riesco a capire che differenza c’è tra sbloccare i licenziamenti a luglio o a ottobre, quando magari nel frattempo l’economia si sarà ripresa. La vertenza Whirlpool è vertenza simbolo di questo sistema dove le multinazionali vengono in Italia prendono i soldi e poi delocalizzano non perché sono in difficoltà ma per qualche risparmio».
Maurizio Landini, suo successore alla Cgil, ricorda, durante la cerimonia laica alla Casa del Cinema di fronte ad alcune centinaia di persone: «Epifani divenne segretario generale nel 2002, l’anno di nascita dell’euro. Lui ebbe subito chiaro che una moneta unica, senza uno Stato e un Governo unico, non garantisce il futuro». —
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