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sit in per la scuola 

Tempo pieno, internet classi meno numerose I sindacati si mobilitano

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Il personale scolastico assunto come “organico Covid” va trasformato in posti di lavoro stabili, in modo da non scaricarne la gestione sulle segreterie delle scuole ed evitare «la non regolarità del pagamento della retribuzione, come successo quest’anno». È questa una delle principali richieste portate dai sindacati della scuola di Cgil, Cisl, Uil e Snals alla direttrice provinciale Veronica Tomaselli, durante il presidio di ieri mattina davanti all’Ufficio scolastico territoriale, in occasione delle mobilitazione nazionale per dare attuazione al Patto per la scuola firmato il 20 maggio. Necessario, hanno evidenziato le quattro sigle, stabilizzare «tutti i precari con almeno tre anni di servizio».

Rilevanti per il quadro ferrarese due richieste specifiche: la riduzione del numero di alunni per classe, che consentirebbe di salvare molte prime elementari; e il tempo pieno per la scuola primaria assieme al tempo prolungato per la secondaria di primo grado. «Sono le condizioni imprescindibili per restituire alle bambine e ai bambini, ragazze e ragazzi, tutto il tempo scuola perduto a causa del Covid - fanno presente le sigle - Le richieste di questi tempi scuola sono quelli che ogni anno molte famiglie continuano a chiedere al momento delle iscrizioni dei loro figli, e sono anche i modelli di tempo scuola che molti docenti auspicano di vedere attivano nella loro istituzione scolastica». Le richieste di tempo pieno sono cresciute quest’anno anche a Ferrara e nel Codigorese, aggiungendosi così a quelle già forti nel Centese e nell’Argentano. Al momento sono state autorizzate le classi seconde dove i singoli istituti erano riusciti ad attivare il servizio l’anno prima, mentre per quanto riguarda le prime l’Ufficio scolastico provinciale ha finora dato il via libera a Migliarino, dove la richiesta era molto alta. I sindacati vorrebbero però qualche passo in avanti anche su questo fronte.

Tra i contenuti del Patto per la scuola, sono stati sottolineati la messa in sicurezza degli istituti, l’efficientamento energetico, la rigenerazione urbana di luoghi da dedicare all’istruzione, l’implementazione delle infrastrutture tecnologiche, i problemi della connessione di rete. «Sono temi che proponiamo alle istituzioni dell’intera provincia - concludono i sindacati - È tempo di riconvocare il tavolo provinciale dedicato all’istruzione affinché si costruiscano le strategie di lungo periodo per tenere aperti, e in sicurezza, la scuola e i luoghi dello studio». —

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