Canale irriguo Ciarle Acqua per i campi dell’Alto Ferrarese
Lavori da 9 milioni per finire un’opera iniziata negli anni ’80 Anche in estrema siccità viene così garantita l’irrigazione
Nel verde del parco del Ricordo di Poggio Renatico è stato presentato il progetto e l’inizio dei lavori per il completamento del sistema irriguo denominato Ciarle, acqua per crescere. Il progetto si è sviluppato negli anni ’80 ed ora sono iniziati i lavori per completare le opere necessarie al pieno funzionamento anche della parte meridionale. I lavori consistono nel completamento e adeguamento dell’impianto di derivazione e sollevamento di acqua irrigua dal Canale emiliano romagnolo, in destra Reno in corrispondenza di via Ciarle a S. Agostino, e nel completamento e adeguamento del condotto distributore sud. L’acqua prelevata tramite un impianto di sollevamento verrà avviata alla distribuzione attraverso due condotti irrigui specializzati che sono stati tracciati seguendo i dossi morfologici legati al paleo-alveo e all’alveo attuale del fiume Reno.
Il progetto del costo di circa 9 milioni di euro è stato approvato a finanziato da bando per il programma dello sviluppo rurale. A lavori finiti anche in condizioni di estrema siccità gli agricoltori verranno ugualmente riforniti di acqua per le irrigazioni. «Ero alla prima esperienza da sindaco - ha detto Daniele Garuti - quando nel territorio poggese venne fatto il primo step del progetto Ciarle. Ora siamo arrivati al completamento e sono sicuro che siamo entrati in dirittura di arrivo per dare una risposta concreta ad una reale esigenza del mondo dell’agricoltura». Infatti erano tanti i rappresentanti del mondo agricolo presenti ieri. «Questa è una giornata storica - ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi - perché si porta a termine un’opera avviata da oltre 40 anni. L’acqua, che è anche chiamata oro blu, è vita e noi dobbiamo investire nelle reti per contenere gli sprechi e aumentare le capacità di stoccaggio. Dobbiamo anche renderci conto che abbiamo un grande patrimonio, i consorzi di bonifica, che oltre a fare prevenzione idrogeologica sono la dimostrazione, ed un buon esempio, che riescono a portare a termine opere importanti pur trovandosi di fronte a tante difficoltà».
Visi sorridenti e soddisfatti anche all’interno del consorzio di bonifica Pianura di Ferrara. «Questo progetto - ha detto il presidente Stefano Calderoni - mette in rampa di lancio il settore primario dell’agricoltura che, senza o con ridotte forniture di acqua, sarebbe in serie difficoltà per portare a termine le proprie colture. Ci sono anche altri aspetti fondamentali. L’acqua viene prelevata dal Po, filtrata e resa della massima qualità per il suo utilizzo. C’è anche un aspetto ambientale che merita di essere ricordato. Realizzando quest’opera si cancellano i prelievi dal fiume Reno tramite i pozzi artesiani».
Il prefetto Michele Campanaro ha sottolineato come il territorio ferrarese sia un esempio di efficienza anche nella gestione delle acque irrigue. Gianpaolo Vallardi, presidente della commissione Agricoltura al Senato, ha sottolineato che anche in Europa deve prevalere il made in Italy e si devono aiutare gli agricoltori che hanno grande capacità, maturate sul campo, che per fare dei buoni e ottimi prodotti non possono prescindere dall’aver a disposizione l’acqua necessaria per le irrigazioni. Si è collegato telematicamente Filippo Gallinella, presidente commissione Agricoltura della Camera, che ha invitato tutti a credere nei progetti, e realizzarli, nell’ambito dei supporti al mondo agricolo.
Al termine sotto la torre stilizzata di Castello Lambertini c’è stato il simbolico taglio del nastro in quanto i lavori sono già partiti. Tutti convinti che, finalmente, siamo arrivati al completamento del progetto Ciarle e nelle campagne non mancherà l’acqua per le irrigazioni. –
Giuliano Barbieri
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